Federico Silvi torna alla forma più essenziale della canzone. Chitarra, voce e parole in italiano: con il nome d’arte SILVI, il musicista livornese classe 1976 pubblica venerdì 30 ottobre Il peso del mondo, EP d’esordio su NOS Records con distribuzione Believe. Sei tracce che scelgono la sottrazione come linguaggio e il presente come materia.
Il progetto nasce dall’incontro con Daniele Catalucci, produttore, bassista e compositore già al lavoro con Virginiana Miller e Duncan Tucano. Insieme hanno selezionato un gruppo di canzoni accomunate da un respiro ampio e da un mood intimo, scegliendole tra molte per la coerenza del tono. Il suono segue una direzione precisa: togliere invece di aggiungere. Pochi elementi costruiscono un paesaggio diretto e scarno, dove la forza sta nella misura.
Il debutto è il 30 ottobre.
Un EP tra esistenziale e politico
Il peso del mondo nasce, nelle parole di Silvi, dalla necessità di osservare il presente senza accettarne passivamente la narrazione. Il flusso continuo di immagini e notifiche trasforma l’informazione in consumo istantaneo, allontanando dalla complessità reale del mondo. L’EP affronta questa tensione su due piani che si intrecciano: quello personale, fatto di memoria, desiderio e paura, e quello collettivo, che guarda alle guerre, agli equilibri di potere e alla riscrittura continua delle categorie di bene e male.
Livorno è la matrice culturale e sentimentale del progetto. Una città popolare, multietnica e irregolare che, come la musica di SILVI, dice molto con poco.
Le sei tracce dell’EP
L’EP si apre con Più grande, nata musica e testo insieme: le note larghe della chitarra hanno suggerito il tema, uno sguardo dall’alto sul pianeta che le micropillole di informazione tendono a rimpicciolire. Segue la title track Il peso del mondo, di matrice esistenziale, che affronta la vita come esperienza meravigliosa e indecifrabile, priva di verità assolute ma capace di generare memoria e amore.
La mia città è una dedica a Livorno, nata da una risposta spontanea durante una data con I Denti di Cane: A Livorno si aspetta l’estate. Da quella frase è partito il racconto di una città che Silvi definisce un calderone piratesco, multietnico e fieramente antifascista.
L’unica traccia strumentale è Arabica, con Daniele Catalucci al basso. L’arpeggio nasce in un periodo difficile, segnato dalla malattia del padre e dalla situazione in Palestina: due pesi che si fondono in un’unica trama sonora. Il bene ed il male è invece il brano più dichiaratamente politico, quello che Silvi indica come il cuore di questa nuova fase cantautorale: l’arbitrarietà con cui le nazioni definiscono bene e male in base ai propri interessi economici. Chiude l’EP Il miele e il fuoco, canzone d’amore che affronta anche la violenza di genere, con versi che recitano: Le catene tenetele ai polsi, essenziale è la sua libertà.
Chi è Federico Silvi
Federico Silvi cresce musicalmente negli anni Novanta nella scena alternativa e indipendente, attraversando punk rock, crossover e post-rock. Con The Jackie O’s Farm, formazione indie rock con influenze West Coast, pubblica tre album e affronta lunghi tour in Italia tra il 2010 e il 2012, arrivando anche sul palco del Cavern Club di Liverpool. Nel 2014 la band riceve una candidatura ai David di Donatello nella categoria Miglior Canzone Originale per il brano I’m Sorry, inserito nel film Il capitale umano di Paolo Virzì.
Porta avanti parallelamente I Denti di Cane, duo strumentale chitarra e batteria in chiave funk e post-rock, e The Candydates, formazione psycho blues attualmente al lavoro sul primo album. Il cantautorato in italiano è una storia che torna a chiedere spazio ogni dieci anni: era successo nel 2008 e nel 2018. Questa volta l’urgenza è diversa, più consapevole.
L’EP è disponibile in pre-save su bfan.link/il-peso-del-mondo-1.