A cent’anni dalla pubblicazione de La questione dell’analisi laica, le domande che Sigmund Freud pose nel 1926 restano senza risposta definitiva: chi è autorizzato a praticare la psicoanalisi? Quale rapporto deve avere con la medicina e con il diritto? Cosa rende psicoanalitica una pratica di cura? Il 7 novembre 2026 Milano ospita un convegno per riaprire quel dibattito.
La Società Amici del Pensiero ‘Sigmund Freud’ (SAP) organizza «Io, quando parlo». Cento anni dalla questione dell’analisi laica di Freud, una giornata di lavori in programma sabato 7 novembre al Centro Brera di via Formentini 10, dalle 9.30 alle 18.30. Psicoanalisti, giuristi e studiosi di orientamenti diversi si confronteranno sull’eredità freudiana e sulle prospettive della psicoanalisi contemporanea.
Il titolo e il punto di partenza
Il titolo del convegno richiama la centralità della parola e del soggetto nell’esperienza psicoanalitica. L’introduzione è affidata a Raffaella Colombo, presidente della SAP, che aprirà la riflessione a partire dall’elaborazione dell’analisi laica sviluppata da Giacomo B. Contri a partire dagli anni Settanta.
La questione dell’analisi laica segna la nostra ricerca fin dagli anni ’70, quando G.B. Contri vi individua il nesso con la dottrina giuridica di H. Kelsen, nonché i fondamenti laici sia della psicoanalisi — un processo sui generis, come scrive Freud —, sia del singolo come fonte autonoma di norme fin da bambino, spiega Colombo.
Il programma della giornata
La mattinata si articola in due sessioni. La prima, dedicata alla psicoanalisi laica e moderata da Maria Gabriella Pediconi dell’Università degli Studi di Urbino, vede gli interventi di Patrizio Campanile, Alessio Lo Giudice e Sarantis Thanopoulos sulle implicazioni teoriche, giuridiche e istituzionali della questione freudiana.
Freud ha inventato la psicoanalisi rispondendo alla sfida che l’isteria portava alla medicina. Giacomo Contri ha raccolto l’eredità freudiana specificando che la vita psichica è vita giuridica. È nelle nostre mani rilanciare la psicoanalisi come un lavoro interminabile che può continuare a fecondare la nostra civiltà in un momento così drammatico, afferma Pediconi.
Segue una tavola rotonda moderata da Raffaella Colombo sul pensiero di Lacan, la vicenda del processo Tourquet e la trasmissione della psicoanalisi, con gli interventi di Maria Delia Contri, Maria Gabriella Pediconi e Franco Lolli.
Nel pomeriggio l’attenzione si sposta sul presente e sul futuro della disciplina. La sessione è moderata da Luca Flabbi, docente alla University of North Carolina at Chapel Hill e membro del Consiglio SAP, con interventi di Tommaso Gazzolo, Roberto Righi e Vaia Tsolas. Al centro del confronto il significato dei termini laico e profano, il contributo di Michele Ranchetti alla storia della psicoanalisi e le questioni legate alla sua trasmissione e alle sue traduzioni.
Lo statuto scientifico della psicoanalisi è sempre stato una sfida per la storia della scienza. La laicità dello psicoanalista non deriva dalla concessione fatta da una scienza ancora in costruzione ma attesta la ricchezza di un approccio metodologico che ha ancora molto da insegnare a tutte le altre scienze, sottolinea Flabbi.
La giornata si chiude con una tavola rotonda moderata da Glauco Maria Genga, segretario della SAP, con Franco Quesito, Sergio Benvenuto e Simona Argentieri. Il confronto riguarderà le prospettive istituzionali e culturali della psicoanalisi, dall’ipotesi di un istituto europeo alle nuove idee per il suo futuro. Le conclusioni sono affidate allo stesso Genga.
Freud intendeva consegnare la psicoanalisi a una comunità di lavoro di pastori d’anime mondani che non hanno bisogno di essere medici e non possono essere preti. Il convegno vuole dare voce a contributi differenti che sappiano mantenere la dimensione laica della psicoanalisi e coinvolgere professionisti che abbiano fatto esperienza della tecnica analitica freudiana, spiega Genga.
Informazioni pratiche
Il convegno si tiene sabato 7 novembre 2026 al Centro Brera di Milano, in via Formentini 10, dalle 9.30 alle 18.30. La partecipazione è possibile sia in presenza sia da remoto. L’ingresso è libero. La registrazione è obbligatoria sul sito della Società Amici del Pensiero, all’indirizzo societaamicidelpensiero.it, dove è disponibile anche il programma completo.