Dal 17 ottobre 2026 al 29 marzo 2027 il Chiostro del Bramante di Roma ospita Food. Il gusto nell’arte, una mostra che attraversa cinque secoli di storia dell’arte per raccontare il cibo come linguaggio visivo, politico e culturale. Sono 190 le opere esposte, firmate da oltre 60 artisti provenienti da ogni parte del mondo, in un percorso che va dal XVI secolo alla contemporaneità.
La mostra, prodotta e organizzata da DART – Chiostro del Bramante e curata da Suzanne Landau, arriva in occasione del trentesimo anniversario dell’istituzione. Dipinti, sculture, oggetti di arti applicate, documenti, video e installazioni ambientali e sonore provengono da musei, istituzioni, collezionisti e artisti di più continenti.
Sei capitoli per leggere il cibo come specchio del mondo
Il percorso espositivo si articola in sei sezioni tematiche: Il cibo attraversa il mondo, Il corpo e il cibo, Giocare con il cibo, Dalla natura morta alla tavola, Il cibo e l’ecologia, Il cibo e i ricordi. Ogni capitolo mette in dialogo opere di epoche diverse, costruendo cortocircuiti visivi tra barocco e contemporaneità, tra convivialità e riflessione politica.
Gli artisti hanno trasformato l’atto di nutrirsi e il cibo stesso in un vero e proprio linguaggio visivo, riflettendo su identità, politica, status sociale, piaceri e tabù. Il cibo è divenuto allegoria, metafora, atto di ribellione, espressione di amore, fatica, memoria e desiderio, afferma Suzanne Landau, curatrice della mostra.
Tra i protagonisti figurano Marina Abramović, David LaChapelle, Sophie Calle e Vanessa Beecroft, insieme a Yinka Shonibare, Daniel Spoerri, Carrie Mae Weems, Sam Taylor-Johnson ed Ernesto Neto, oltre a numerosi altri artisti e ricercatori visivi.
Dal gesto performativo alla natura morta fiamminga
Nel Novecento e nella contemporaneità il cibo smette di essere soltanto soggetto da rappresentare e diventa materia, esperienza e strumento critico. In The Onion, Marina Abramović porta il gesto del mangiare direttamente nella performance. Sophie Calle, con Le régime chromatique, intreccia alimentazione, colore e ritualità quotidiana. Sigalit Landau, in DeadSea, pone il proprio corpo al centro di una spirale di angurie nelle acque del Mar Morto.
David LaChapelle porta nella mostra il linguaggio spettacolare della fotografia contemporanea con opere come Leonardo DiCaprio: Unspoiled e Death by Hamburger, Beverly Hills, indagando il rapporto tra immagine e immaginario del consumo. Claire Fontaine, con Is it cake?, trasforma il celebre orinatoio duchampiano in una scultura che rivela, nella fetta mancante, gli strati di una torta.
Uno dei dialoghi più densi della mostra è quello tra la grande tradizione della natura morta e la ricerca contemporanea. Le imponenti tele di Bartolomeo Bimbi si confrontano con Ori Gersht, che in Pomegranate costruisce un’immagine sospesa tra bellezza e violenza partendo da una natura morta seicentesca, e con Sam Taylor-Johnson, che in Still Life accelera attraverso il video la decomposizione della frutta. Mat Collishaw, nella serie Last Meal on Death Row, ricostruisce gli ultimi pasti dei condannati a morte con l’estetica delle nature morte fiamminghe.
Cibo, corpo e politica: le installazioni ambientali
La mostra si arricchisce di due grandi installazioni che trasformano il visitatore da spettatore a protagonista. Sweet Memories di Simone Post e Pasta Shell Grotto di Bompas & Parr — quest’ultima commissionata e prodotta da DART – Chiostro del Bramante — invitano il pubblico a entrare fisicamente nelle opere, attraversarle e scoprirle dall’interno. Il cibo diventa architettura, materia e immaginazione.
Sul versante politico e sociale, Carrie Mae Weems trasforma la cucina nel palcoscenico della vita quotidiana con la Kitchen Table Series, mentre Martha Rosler, in Semiotics of the Kitchen, usa il linguaggio del programma televisivo di cucina per mettere in discussione stereotipi e ruoli femminili. Yinka Shonibare, con Food Man, mette in relazione produzione alimentare, colonialismo e cambiamento climatico. Superflex, con Flooded McDonald’s, trasforma un fast food progressivamente sommerso dall’acqua in una riflessione sul consumo e sulla crisi ambientale.
Il cibo è materia, gesto, sapere, cura. È nutrimento e salute, ma anche incontro, memoria, condivisione e affetto. FOOD nasce dalla stessa idea che guida il lavoro del Chiostro del Bramante: concepire l’esperienza espositiva non come una semplice successione di opere, ma come uno spazio di relazione, conoscenza e partecipazione, sottolinea Natalia de Marco, direttore artistico di DART – Chiostro del Bramante.
L’audioguida, il restauro e i progetti collaterali
Tra i progetti speciali spicca l’audioguida Il gusto di Roma, realizzata da Giovanni De Stefano, editorialista di Rolling Stone, Marie Claire ed Elle. Otto opere della mostra vengono raccontate da otto persone legate alla cultura gastronomica della città — fruttivendoli, banchiste, artigiani del cibo — senza trasformarle in critici d’arte. Ogni conversazione parte dall’opera, attraversa il mestiere e la biografia dell’ospite, poi torna all’immagine con occhi diversi.
La mostra nasce anche da una collaborazione con la Villa Medicea di Poggio a Caiano, Museo della Natura Morta, che ha reso possibile un intervento conservativo sulle cornici intagliate e dorate realizzate da Vittorio Crosten per i dipinti di Bartolomeo Bimbi. Il restauro, condotto da Roberto Buda e Iolanda Larenza, è stato realizzato attraverso un cantiere aperto al pubblico a partire da luglio 2026.
L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù introduce nel percorso contenuti scientifici sull’alimentazione e la nutrizione pediatrica, accessibili tramite QR code. Da gennaio 2027 il progetto proseguirà all’interno dell’ospedale con laboratori e iniziative rivolte ai bambini ricoverati.
Il programma educativo
Il Dipartimento educativo del Chiostro del Bramante propone visite guidate, laboratori per scuole di ogni ordine e grado e appuntamenti domenicali per le famiglie. Tra gli strumenti didattici figurano il Ricettario delle Meraviglie e una pannellistica family pensata per rendere la visita partecipata e formativa. Le proposte includono visite in LIS e attività per pubblici con esigenze differenti. Con l’iniziativa Chiostro a scuola, i contenuti raggiungono direttamente le classi.
Food. Il gusto nell’arte è al Chiostro del Bramante di Roma dal 17 ottobre 2026 al 29 marzo 2027.