HomeUltima OraBooking.com sotto indagine Ue: phishing, truffe e violazioni Dsa nel mirino

Booking.com sotto indagine Ue: phishing, truffe e violazioni Dsa nel mirino

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La Commissione Europea ha avviato oggi un’indagine per stabilire se Booking.com abbia violato il Digital Services Act (Dsa), non valutando con la dovuta diligenza né mitigato con efficacia i rischi legati agli annunci fraudolenti e alle truffe di phishing. Lo comunica l’esecutivo Ue. La piattaforma, inoltre, potrebbe aver violato il Dsa in materia di trasparenza, non segnalando chiaramente come pubblicità gli annunci i cui gli inserzionisti pagano per ottenere un posizionamento più elevato nei risultati di ricerca mostrati agli utenti.

In particolare, la Commissione esaminerà se il gestore di Booking.com (Booking Holdings, quotata al Nasdaq) abbia valutato correttamente i rischi connessi alla diffusione di contenuti illeciti, vale a dire annunci falsi, come quelli relativi a strutture inesistenti, casi di furto d’identità e offerte di alloggio non conformi alle regole. L’indagine valuterà anche se la piattaforma abbia adottato misure efficaci per mitigare questi rischi, anche attraverso la rimozione di annunci fraudolenti o non in regola.

La Commissione valuterà anche se Booking Holdings abbia valutato e affrontato con diligenza i rischi relativi alle truffe di phishing. Nello specifico, l’indagine si concentrerà sui rischi legati alle modalità di condivisione dei dati sulle prenotazioni e sugli ospiti con le strutture ricettive, nonché sulla progettazione e sul funzionamento del servizio di messaggistica di Booking.com. La Commissione verificherà inoltre se l’azienda offra garanzie sufficienti a impedire che i dati vengano utilizzati in modo improprio, per compiere operazioni di phishing o sollecitare pagamenti fraudolenti.

Infine, la Commissione deciderà se Booking.com rispetti gli obblighi di trasparenza in materia di pubblicità previsti dal Dsa. Le strutture ricettive possono aumentare la visibilità dei propri annunci nei risultati di ricerca di Booking.com, pagando una commissione più elevata. Gli utenti, sottolinea l’esecutivo Ue, devono essere in grado di riconoscere chiaramente che questi annunci sponsorizzati sono, a tutti gli effetti, pubblicità.

La Commissione esaminerà inoltre se, per ogni annuncio visualizzato su Booking.com, gli utenti siano in grado di comprendere facilmente chi vi sia dietro, chi abbia pagato, perché lo stiano visualizzando e come possano modificare le impostazioni che determinano quali annunci vengono loro mostrati.

Il Dsa prevede che gli utenti hanno il diritto di sapere quando un annuncio pubblicitario viene loro presentato e per conto di chi. Senza queste informazioni, non sono in grado di distinguere se un annuncio appaia in una posizione di rilievo perché è pertinente alla loro ricerca o perché la struttura ricettiva ha pagato per ottenere maggiore visibilità.

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