HomeUltima OraLettonia blocca sanzioni Ue alla Russia: rinnovo a rischio per oligarchi

Lettonia blocca sanzioni Ue alla Russia: rinnovo a rischio per oligarchi

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La Lettonia ha bloccato l’accordo messo sul tavolo ieri a Bruxelles per il rinnovo delle sanzioni individuali contro le persone, gli enti e le aziende che sostengono lo sforzo bellico della Russia in Ucraina, accordo che prevedeva di depennare dalle liste due oligarchi, Alisher Usmanov e Michail Fridman, a fronte di un rinnovo triennale anziché annuale. “Oggi la Lettonia – ha fatto sapere via social il primo ministro lettone Andris Kulbergs, “non ha sostenuto la bozza di decisione preparata dalla Presidenza irlandese“.

Per Kulbergs, “la situazione non è semplice. La proroga delle sanzioni richiede il consenso di tutti i 27 Stati membri dell’Ue. Se non si raggiungerà un accordo entro la scadenza, sarà a rischio il mantenimento delle sanzioni per l’intero elenco, non solo per Alisher Usmanov e Mikhail Fridman. Prorogare le sanzioni di 36 mesi sarebbe la mossa giusta. Tuttavia, il prezzo da pagare non può consistere semplicemente nella cancellazione di entrambi i soggetti dall’elenco delle sanzioni. La Lettonia non può accettare una proposta del genere”.

“Pertanto domani, insieme alla ministra degli Esteri Baiba Braze – continua Kulbergs – lavoreremo con Bruxelles e Parigi per trovare una soluzione che tuteli gli interessi della Lettonia. Cercheremo sostegno all’interno dell’Unione Europea per la posizione lettone. Ho convocato per domani una riunione d’emergenza del Consiglio dei ministri su questo tema. Finché la Russia continuerà la guerra, la pressione dell’Europa dovrà farsi più forte, non più accomodante per il Cremlino“.

La ministra degli Esteri Baiba Braze, dal canto suo, ha detto che “la posizione del governo lettone è rimasta ferma. Le sanzioni dell’Ue contro la Russia devono essere rafforzate, non indebolite. Pertanto, la Lettonia non può accogliere la proposta ampiamente avanzata. Per quanto riguarda le posizioni degli altri Paesi, occorre interpellare i Paesi stessi”, ha concluso.

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