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Mostre estate 2026 in Emilia: da Goya a Brian Eno, da Ghirri a Bertolucci

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Da Francisco Goya a Brian Eno, da Luigi Ghirri a Bernardo Bertolucci: l’estate 2026 trasforma le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia in un circuito espositivo di primo livello. Palazzi storici, corti rinascimentali e spazi contemporanei ospitano fino all’autunno un calendario che mescola arte visiva, suono, fotografia e cinema in un unico grande itinerario.

Chi viene in Emilia per una mostra spesso si ferma per il territorio, e chi arriva per il territorio scopre che l’offerta culturale è di primissimo livello, afferma Simone Fornasari, presidente di Visit Emilia. È la filosofia dello Slow Mix: cultura, natura ed enogastronomia che si valorizzano a vicenda lungo le tre province.

Parma: Bertolucci, Brian Eno e il Simbolismo

Il cuore della stagione parmense batte attorno a due anniversari e a un nome che raramente si incontra in Italia. Palazzo del Governatore celebra fino al 26 luglio i cinquant’anni di Novecento di Bertolucci con una mostra in venticinque sale: materiali inediti, testimonianze d’epoca e capolavori di Fontana, Guttuso e Boetti restituiscono la genesi del film.

Fino al 2 agosto, Brian Eno occupa due luoghi del centro storico. All’Ospedale Vecchio va in scena My Light Years, la raccolta più completa mai esposta delle sue installazioni audiovisive. Nei Giardini di San Paolo prende vita SEED, installazione sonora site-specific realizzata con la scrittrice Ece Temelkuran. Arte ambientale, suono generativo, architettura: Parma non si era mai misurata con un progetto contemporaneo di questa portata.

Chiudono il quadro parmense tre mostre in scadenza il 28 giugno. Alla Fondazione Magnani Rocca, Il Simbolismo in Italia riunisce oltre 140 opere tra dipinti, sculture e incisioni, con lavori di Segantini, Pellizza da Volpedo e Böcklin. Al Labirinto della Masone, Erté. Lo stile è tutto presenta oltre 150 lavori dell’artista Art Déco per eccellenza, molti mai esposti prima. All’APE Parma Museo, Giovannino Guareschi fotografo indaga la produzione fotografica del creatore di Don Camillo tra il 1934 e il 1956.

Piacenza: Goya nel borgo medievale e l’arte che si ascolta

A Piacenza il programma si divide tra la città e uno dei borghi medievali più suggestivi della regione. Fino al 5 luglio, XNL Centro per le Arti Contemporanee ospita Oltre le nuvole, progetto multidisciplinare con venti artisti — tra cui Piero Manzoni e Mario Schifano — che costruiscono un percorso in cui installazioni site-specific, dipinti e sculture si fondono con sonorità diffuse attraverso un impianto audio multicanale realizzato con il Conservatorio Nicolini. Una mostra che non si guarda soltanto: si ascolta, si attraversa.

Nel borgo medievale di Vigoleno, tra i Borghi più Belli d’Italia, l’Oratorio della Madonna delle Grazie ospita fino al 27 settembre I disastri della guerra: da Goya ai nostri giorni. Le incisioni di Francisco Goya dialogano con gli scatti di reporter contemporanei come Giorgio Bianchi e Gabriele Micalizzi. Secoli e linguaggi diversi, la stessa urgenza etica.

Reggio Emilia: Guccini, Ghirri e la prima italiana di Ndayé Kouagou

A Reggio Emilia la stagione si apre con Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo, ospitata a Spazio Gerra fino al 18 ottobre, è un percorso immersivo tra musica, fotografia e illustrazione che celebra il legame del cantautore con l’Emilia-Romagna, nell’ambito di Fotografia Europea.

Alla Collezione Maramotti, fino al 26 luglio, Heaven’s Truth porta in Italia la prima personale di Ndayé Kouagou, artista parigino che reinterpreta il fotoromanzo per indagare identità e finzione. Al Palazzo dei Musei, fino a febbraio 2027, A series of dreams esplora il legame tra suono e immagine nel lavoro del fotografo reggiano Luigi Ghirri. Una mostra per chi vuole capire come uno sguardo possa diventare musica.

A Gualtieri, Palazzo Bentivoglio espone fino a dicembre quindici opere di Ligabue accanto ai costumi di Umberto Tirelli. Il programma completo delle mostre è consultabile su www.visitemilia.com.

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