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Terremoto in Venezuela: oltre 2300 morti, CESVI avvia le prime distribuzioni di emergenza

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Più di 2300 morti, oltre 11mila feriti e 40mila dispersi, tra cui numerosi bambini. A una settimana dalle prime scosse, il terremoto che ha colpito il Venezuela si configura come una delle catastrofi umanitarie più gravi degli ultimi anni. CESVI, l’organizzazione umanitaria bergamasca presente sul campo fin dalle prime ore, ha avviato le prime distribuzioni di kit di emergenza nelle aree più colpite.

La catastrofe del terremoto in Venezuela ha una scala di gravità enorme. Per dimensione dell’impatto, vulnerabilità della popolazione coinvolta e urgenza dei bisogni che stiamo rilevando siamo di fronte a un’emergenza che appare cinque o sei volte più grave rispetto al terremoto che ha colpito il Myanmar lo scorso anno. Si parla di più di 40mila dispersi, tra cui numerosi bambini. L’allarme arriva da Stefano Piziali, Direttore Generale di CESVI, che ha coordinato l’attivazione immediata di una Valutazione Rapida dei Bisogni per mappare l’impatto umanitario e identificare le priorità di intervento.

Una crisi senza precedenti: i numeri del disastro

I dati internazionali restituiscono la misura di una catastrofe fuori scala. Le Nazioni Unite stimano che 15.866 persone siano state direttamente colpite dal sisma, mentre UNICEF indica in 1,8 milioni le persone che necessitano di assistenza umanitaria, tra cui circa 680.000 bambini. La NASA, sulla base di una valutazione satellitare preliminare, stima che quasi 59mila edifici siano stati danneggiati o distrutti.

Gli ospedali sono sotto pressione estrema, i servizi essenziali risultano compromessi e molte famiglie continuano a vivere in condizioni di forte precarietà. Secondo UNHCR, quasi una persona sfollata su due vive per strada o in accampamenti di fortuna allestiti in spazi pubblici, chiese e scuole, spesso privi di standard minimi di protezione, igiene e privacy. Dopo le due forti scosse iniziali, centinaia di scosse di assestamento continuano ad alimentare paura e instabilità tra la popolazione.

Dal campo: bambini soli nei centri di raccolta

Marcelo Garcia Dalla Costa, Responsabile dei Programmi Internazionali di CESVI, è arrivato a Caracas per coordinare l’emergenza. La sua testimonianza diretta racconta una realtà drammatica. Le persone che incontriamo hanno perso tutto in pochi secondi: la casa, i propri beni, la sicurezza di una routine, in molti casi anche i propri familiari. Oggi molte famiglie dormono ancora all’aperto, in strada, nelle scuole, nelle chiese o in spazi improvvisati che non garantiscono condizioni minime di protezione, igiene e privacy. La paura non è finita: ogni scossa di assestamento riapre il trauma e rende ancora più difficile capire se e quando sarà possibile tornare a casa.

Tra le immagini più difficili, quella dei minori che arrivano soli nei centri di raccolta. Vediamo tanti bambini arrivare nei centri di raccolta da soli. Un bambino solo, in un contesto come questo, è esposto a rischi enormi. Servono ripari, cibo, acqua pulita, ma anche protezione e tutela, soprattutto nelle zone più remote e ancora non pienamente raggiunte dai soccorsi, spiega Garcia Dalla Costa.

Le prime distribuzioni: El Juncita, Carayaca e i dintorni di Caracas

CESVI ha avviato le prime attività di distribuzione puntando su due aree tra le più colpite. A El Juncita l’intervento raggiungerà oltre 560 persone, con una concentrazione di donne e bambini tra i beneficiari: i kit distribuiti comprendono generi alimentari, materiale igienico — inclusi articoli per l’igiene mestruale — kit per la cucina e beni non alimentari. A Carayaca, dove la situazione è analoga, saranno raggiunte oltre 110 persone con kit alimentari, igienici, acqua sicura e kit per ripari destinati alle abitazioni crollate o danneggiate.

Altre 500 famiglie saranno raggiunte nei prossimi giorni nelle aree più povere e colpite intorno alla capitale, attraverso la distribuzione di kit per ripari immediati e per le abitazioni danneggiate. L’obiettivo complessivo è raggiungere almeno 670 persone nelle prime fasi dell’intervento.

Attenzione specifica è rivolta ai minori. Lo sfollamento, la perdita della casa, la paura delle nuove scosse e l’interruzione della routine quotidiana possono avere un impatto profondo sul benessere dei bambini. Per questo CESVI sta avviando interventi di protezione dell’infanzia, creazione di spazi sicuri e attività di supporto psicologico nelle comunità in cui si effettuano le distribuzioni.

Come sostenere l’intervento

Chi vuole contribuire all’emergenza in Venezuela può donare sul sito di CESVI: www.cesvi.org. La fondazione, nata a Bergamo nel 1985, opera da oltre 40 anni nelle emergenze umanitarie e nei contesti di povertà estrema in tutto il mondo.

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