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20 giugno: Giornata Mondiale del Rifugiato

Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. L’articolo 18 di essa dice: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti”.

Quest’anno, nel sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti umani, l’UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) ha dedicato la “Giornata” al tema della protezione, intesa sia come difesa del diritto d’asilo che come riparo ed aiuto umanitario.

“Proteggere i rifugiati è un dovere. Essere protetti è un diritto”: questo è il motto della campagna di sensibilizzazione, televisiva e radiofonica, che in questi giorni viene trasmessa, a titolo gratuito, dalle principali reti televisive ed emittenti radiofoniche nazionali. Questa comunicazione sociale, intensa, colma di crudeltà, in bianco e nero (che in parte attenua la ferocia di alcune scene), cerca di spiegare cosa significa ad essere un rifugiato.

[oblo_image id=”1″]Questo spot, che presenta l’orrore delle persone costrette a fuggire dal proprio paese a causa di una guerra o di una persecuzione, serve non solo a sensibilizzare verso la sofferenza altrui. Serve anche ad istruirci, a colmare il vuoto della nostra conoscenza, a farci capire che un rifugiato non è solo un clandestino. Che tra i termini, apparentemente simili, quali “rifugiato”, “clandestino” o “extracomunitario” c’e una differenza grande come il mare. Proprio quel mare che li divide dall’Europa, sinonimo della pace e della libertà. Quel mare che per tanti di loro rimane invalicabile, e per tanti altri diventa posto di sepoltura. Quindi un rifugiato politico non dovrebbe mai essere paragonato ad un clandestino con il visto d’ingresso scaduto.

In Italia cresce sempre di più il terrore di “clandestini” (attenzione: spesso si tratta di rifugiati), che allagano il nostro paese arrivando sui “barconi” ed approdando sulle coste siciliane. Ma sono poche le persone che vogliono conoscere la vera dimensione di questa presunta invasione “extracomunitaria”.

Secondo le stime in questo momento in Italia vivono almeno 540 mila clandestini, mentre i rifugiati residenti in Italia sono circa 27.000. Nel nostro paese, da gennaio a novembre 2007, sono state presentate 11.819 richieste d’asilo. Circa il 10% dei richiedenti ha ottenuto lo status di rifugiato politico, mentre circa il 40%, lo status di rifugiato per motivi umanitari. Ci sono tante leggi che regolano lo status dei rifugiati, ci sono molte persone che le rispettano, e ci sono altrettante persone che le interpretano a proprio piacere. Poi ci sono i progetti al sostegno dei rifugiati e dei richiedenti asilo e, come sempre, le persone sono troppe, per poterle aiutare tutte, insomma, è un tema grande come il mare. Sempre lo stesso mare dei sogni, delle paure, delle sconfitte ed a volte, in pochi casi, il mare degli obiettivi raggiunti.

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2008 sono state organizzate molteplici iniziative in tutto il mondo: conferenze, incontri, spettacoli. Tutto questo per capire, per far conoscere il problema, per mostrare solidarietà. Nel frattempo aumenta, a dismisura, il numero delle persone sfollate o fuggite dalle guerre e dalle persecuzioni.

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