HomeSpettacoloMusicaTommaso Bebi e «Che fregatura!»: il singolo sulla fine dell'estate che parla...

Tommaso Bebi e «Che fregatura!»: il singolo sulla fine dell’estate che parla di ricominciare

- Advertisement -

Un album registrato a vent’anni e poi chiuso in un cassetto. Una carriera manageriale nel settore Tech costruita con metodo. Una figlia che, arrivando, ha rimesso tutto in discussione. Tommaso Bebi, 38 anni, torna alla musica con Che fregatura!, singolo disponibile da oggi su tutti i digital store.

Il titolo sembra preannunciare una lamentela. La canzone fa esattamente il contrario. Che fregatura! parte dalla fine dell’estate — l’odore di salsedine che si impregna nei ricordi, la campanella della scuola che nel testo risuona anche sul luogo di lavoro, i propositi che ricominciano insieme alle abitudini che si era promesso di cambiare — ma usa settembre come misura di qualcosa di più ampio. Non solo il ritorno dalle vacanze: il momento in cui una stagione della vita si chiude e bisogna decidere cosa fare dello spazio che si apre davanti.

La storia dietro il brano

Nato a Poggibonsi nel 1988 e cresciuto ad Arezzo, Bebi appartiene alla generazione che ha imparato a fare tutto come si doveva: studiare, lavorare, costruire, assumersi responsabilità. Durante gli anni universitari registra un intero album, Solo un’utopia. Non lo pubblica. Rimane lì, rimandato prima a un momento migliore, poi a un’età diversa, infine a un futuro che rischia di non arrivare mai.

Nel frattempo la vita prende un’altra direzione. Roma, Milano, una carriera manageriale nel settore tecnologico. Oggi Bebi dirige una realtà Tech che integra intelligenza artificiale e componente umana nella gestione della comunicazione aziendale. La musica resta ai margini dell’agenda, non della testa.

A cambiare qualcosa è la nascita della prima figlia. La domanda ho ancora tempo per farlo? diventa, quasi senza accorgersene, perché continuo a non farlo?. Da lì, il ritorno alla scrittura.

Non una fuga, ma uno sguardo rinnovato

Il punto che Bebi tiene a chiarire è preciso: non si tratta di abbandonare tutto per inseguire un sogno rimandato. Non lascia il lavoro, non rinnega la carriera, non cancella ciò che ha costruito. Smette di accettare che una sola parte della propria identità occupi tutto lo spazio disponibile.

Il singolo precedente, 37 e mezzo, rifletteva sulla necessità di rompere uno schema — il titolo giocava sulla doppia lettura dell’età e dello stato febbrile, una temperatura simbolica capace di alterare per un momento la disciplina adulta. Che fregatura! osserva ciò che accade dopo: ricominciare non significa compiere un’azione clamorosa. Molto più spesso significa tornare nella stessa vita con uno sguardo diverso.

È nel verso A cambiare è la tua vita, non la musica che hai in testa che la fregatura diventa bella. Quello che sembra soltanto un ritorno alla normalità contiene anche la possibilità di modificare qualcosa: un nuovo incontro, un progetto rimandato, una decisione. Persino un altro errore. Perché non si tratta di riuscire sempre, ma di concedersi ancora la possibilità di tentare.

Il cantautorato come baricentro

Il percorso musicale di Bebi attraversa riferimenti eterogenei, dal rock al funk, ma trova nel cantautorato italiano il proprio centro di gravità: testi centrali, linguaggio diretto, situazioni quotidiane usate come punto di partenza per interrogarsi su cambiamento e aspettative. Nel 2011 aveva già presentato a Sanremo Social il brano Sabato Mattina, ottenendo riscontri radiofonici.

Che fregatura! è disponibile su tutti i digital store.

- Advertisement -
ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

Più letti

- Advertisement -

COMMENTI RECENTI