C’è chi arriva al Lido per il cinema, chi per il red carpet, chi solo per accaparrarsi un gadget o provare a scroccare un drink al bar dell’Excelsior. E poi ci siamo noi che, armate di taccuino e ironia, vi raccontiamo quello che non entra nelle conferenze stampa: gli applausi oceanici e i silenzi glaciali, gli outfit che sfidano la fisica, i gossip che si materializzano più velocemente delle barche-taxi e quei mostri della Laguna che puntualmente riemergono tra un photocall e un party segreto. Perché la Mostra del Cinema di Venezia è così: un palcoscenico dove il sublime convive con l’assurdo.
Arriva puntuale come l’umidità al Lido, il giorno che tutti aspettavano (o forse no): la grande sagra dei premi collaterali. È quel magico momento del penultimo giorno in cui una valanga di targhe, leoncini di vetro e menzioni speciali vengono assegnati in salette semivuote. Mentre il mondo attende con il fiato sospeso il Leone d’Oro, tra gli accreditati aleggia un’unica domanda che tormenta più di un film muto di quattro ore: ma perché?
Era atteso, annunciato, quasi evocato: Sting. Poi niente, il cantante non si è presentato. Colpa dei taxi boat più cari di una cena da Carlo Cracco? Colpa dei prezzi salati dei ristoranti del Lido? Colpa dell’umidità? Chi lo sa, ma sembra che abbia preferito mandare un ‘Message in a Bottle‘…magari lasciato galleggiare da qualche parte tra Mestre e il Lido. Proprio lui: la voce narrante del doc su Nino Rota. Un’intuizione artistica? Una profonda affinità elettiva? Macché. Ci pensa il regista Walter Fasano a smontare il mito con una frase lapidaria: “Sono amico della compagna”. Svelato il segreto del grande cinema: non serve il talento, basta avere gli amici giusti.
La star di oggi è stata Russell Crowe. Ci si aspettava il Gladiatore pronto a “scatenare l’inferno”, è invece arrivato con un entusuamo pari solo alla faccia della giuria di ‘Ballando con le Stelle‘ di fronte a un’esibizione di Beppe Convertini. Per non affaticarsi troppo, la grande star diserta pure il red carpet, che evidentemente è faticoso quanto un’arena piena di tigri. La perla, però, è la motivazione: ha scelto la Mostra perché è “il festival più divertente”. Viene da chiedersi cosa sarebbe successo se si fosse annoiato: probabilmente avrebbe mandato un cartonato.
Infine, il messaggio di speranza arriva da Manchester. Gli Oasis hanno annunciato che il 14 settembre sveleranno le date del tour (forse). Un’ondata di gioia pura ha attraversato il Lido. Non per la reunion dei Gallagher, sia chiaro. Ma perché all’improvviso tutti gli accreditati hanno trovato una data a cui aggrapparsi, un faro nella nebbia: il giorno in cui tutto questo sarà finalmente, meravigliosamente, finito.