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Patrimoni di città: a Bergamo il convegno sui musei di storia e le comunità

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Il rapporto tra musei di storia e comunità locali è al centro di Patrimoni di città. Nuove strategie di valorizzazione di archivi e collezioni dei musei di storia, convegno in programma venerdì 6 novembre a Bergamo e venerdì 11 dicembre a Trento. A organizzarlo sono il Museo delle storie di Bergamo e la Fondazione Museo storico del Trentino, in collaborazione con il Gruppo di lavoro Musei storici di ICOM Italia.

La prima tappa si tiene nella Sala dei Giuristi del Palazzo del Podestà, in Piazza Vecchia. I lavori iniziano alle 10.30 e proseguono fino alle 17.30, con pausa pranzo dalle 13 alle 14.30. L’accesso è su prenotazione fino a esaurimento posti.

François Mairesse apre i lavori con una domanda sul patrimonio

Ospite di punta della giornata bergamasca è François Mairesse, museologo e docente di museologia ed economia della cultura all’Université Sorbonne Nouvelle di Parigi, titolare della Cattedra UNESCO per lo studio della diversità museale. Già direttore del Musée royal de Mariemont in Belgio, Mairesse unisce alla ricerca teorica una lunga esperienza nella gestione diretta dei musei.

Alle 11.00 apre la sessione Valorizzare è restituire con la relazione Jusqu’où peut-on jouer avec le patrimoine de la cité? — ovvero: fino a che punto è possibile giocare con il patrimonio della città? L’intervento sarà in francese con traduzione simultanea in italiano. Segue uno sguardo interdisciplinare che mette in dialogo musei di storia, storia della scienza e arte contemporanea: Roberto Ferrari del Museo Galileo di Firenze affronta il rapporto tra memoria e futuro nella valorizzazione di una collezione storico-scientifica, mentre Alessandro Castiglioni del MA*GA – Museo d’Arte Gallarate porta una riflessione sul digitale e sulle possibilità di dare voce agli archivi.

La mattinata si chiude con un dibattito tra Mairesse e Daniele Lupo Jalla, presidente del Museo diffuso della Resistenza, Deportazione, Guerra, dei Diritti e delle Libertà. Modera Roberta Frigeni, direttore del Museo delle storie di Bergamo.

Il pomeriggio: archivi digitali, podcast e partecipazione civica

Il pomeriggio è dedicato alle esperienze dei musei di storia aderenti al Gruppo di lavoro ICOM, articolate in due sessioni moderate da Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino.

La prima sessione, Le collezioni: dai depositi alla valorizzazione digitale, mette a confronto il nuovo portale online del Museo delle storie di Bergamo — presentato da Roberta Frigeni — e l’archivio sonoro del MeVe – Memoriale Veneto Grande Guerra, raccontato da Irene Bolzon. Al centro, le possibilità offerte dal digitale per rendere fruibili le testimonianze e costruire reti tra istituzioni.

La seconda sessione, Le collezioni: tra educazione al patrimonio e partecipazione civica, approfondisce le forme di racconto che prendono avvio dagli oggetti e dalle raccolte. Anna Pisetti del MITAG – Museo Storico Italiano della Guerra presenta Cose di fronte, un podcast dedicato alle storie degli oggetti museali. Francesca Tasso e Ilaria Torelli portano invece l’esperienza delle raccolte storiche del Comune di Milano, con le strategie per far conoscere e ri-conoscere il loro valore.

L’11 dicembre il convegno si sposta a Trento

Il percorso prosegue l’11 dicembre a Trento, presso Le Gallerie di Piazza di Piedicastello. Il programma è ancora in via di definizione. La mattinata sarà dedicata al futuro di musei, archivi e biblioteche negli spazi della contemporaneità, con una lecture di apertura e una tavola rotonda sulla valorizzazione del patrimonio culturale.

Spazio anche a casi museali concreti: intervengono Giuseppe Ferrandi della Fondazione Museo storico del Trentino, Gemma Bolognesi del MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, Paola Varesi del Museo Casa Cervi e Davide Rosso della Fondazione Centro Culturale Valdese. I temi spaziano dalla valorizzazione partecipativa degli archivi alla memoria della Resistenza, dal racconto del Novecento attraverso le collezioni al ruolo del dono nella costruzione del patrimonio.

Il contesto: cinque anni di Bergamo 900, un anno di Novecento Trentino

Il convegno nasce da un bilancio e da una domanda aperta. A cinque anni dall’inaugurazione di Bergamo 900 e a un anno dall’apertura di Novecento Trentino ’14 ’72, le due istituzioni avviano una riflessione condivisa su come archivi e collezioni possano continuare a parlare al presente. Le esperienze di racconto del Novecento diventano il punto di partenza per interrogare le forme attraverso cui il patrimonio di memorie, oggetti e documenti può raggiungere pubblici diversi e rafforzare il legame con le comunità che spesso ne hanno contribuito la formazione attraverso donazioni e testimonianze.

L’appuntamento è aperto a cittadini e addetti al settore.

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