No unitario delle opposizioni allo scostamento di Bilancio. Pd, M5s, Avs, Italia viva e +Europa hanno depositato una unica risoluzione in cui tra l’altro si spiega: “In un contesto economico caratterizzato da una gravissima spirale inflazionistica derivante principalmente dalla componente energetica che incide drasticamente sul potere di acquisto delle famiglie, la Relazione prevede un indebitamento ripartito equamente tra energia e difesa” e invece “risulta necessario attivarsi per superare il piano di riarmo degli eserciti nazionali privo di coordinamento puntando, viceversa, alla costruzione di una vera difesa comune europea e a perseguire una strategia che punti alla sovranità e indipendenza energetica e che metta gli Stati membri al riparo dagli effetti destabilizzanti indotti dalle guerre, nonché riconsiderare radicalmente gli impegni di spesa assunti in sede Nato e scongiurare ulteriori aumenti delle spese per i sistemi di armamento che insistono sul bilancio dello Stato“.
Le opposizioni, “valutata la necessità di prevedere un indebitamento esclusivamente indirizzato al contrasto della povertà assoluta, al finanziamento della sanità pubblica, al sostegno delle famiglie e delle imprese colpite dalla crisi energetica e alla diminuzione della dipendenza delle importazioni di combustibili fossili, in particolare attraverso fonti pulite, reti e infrastrutture energetiche“, non autorizzano quindi il governo allo scostamento proposto nella Relazione al Parlamento.
“La risoluzione unitaria sul Dpfp dimostra che l’alternativa alle destre poggia già su una base programmatica comune: 21 punti di politica economica e sociale che le forze progressiste hanno condiviso a partire dal lavoro di opposizione parlamentare: dalla crescita al lavoro e gli stipendi, dal congedo paritario e la difesa della sanità universalistica alla ricerca, dal diritto alla casa alla politica industriale fino alla contrarietà verso lo scostamento di bilancio per aumentare le spese militari. Questa risoluzione rappresenta, nei fatti, una prima bozza del programma dell’alleanza progressista, un punto di partenza concreto per cambiare l’Italia“, dice la segretaria Pd Elly Schlein.
“In queste ore stiamo lavorando anche per la risoluzione per domani e confido, come nell’ultimo tentativo, che sul passaggio sul conflitto in Ucraina si possano compattare tutte le opposizioni“, dice Giuseppe Conte, leader del M5S, in vista delle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Parlamento.