I Mondiali di calcio rafforzano le relazioni. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Ashley Madison, piattaforma per incontri discreti, su 1.230 membri tra il 18 maggio e il 2 giugno 2026. L’87% dei rispondenti in una relazione sentimentale ha dichiarato di sentirsi più unito al partner durante i grandi eventi sportivi.
Il dato ribalta lo stereotipo del calcio come fonte di conflitti domestici. Le partite, le tensioni pre-gara e le serate monopolizzate dalle trasmissioni sportive vengono percepite dalla maggioranza degli intervistati non come un ostacolo, ma come un’occasione per condividere emozioni e costruire nuovi rituali di coppia.
L’effetto Mondiali funziona anche tra chi non è ancora in coppia
L’avvicinamento non riguarda solo chi è già in una relazione stabile. Il 36% di chi sta frequentando una persona ha riscontrato un avvicinamento proprio in occasione di grandi eventi sportivi come i Mondiali. La condivisione di un’esperienza collettiva sembra dunque accelerare anche i legami nascenti.
Il fenomeno attraversa tutte le generazioni. Tra i 18 e i 25 anni, il 95% preferisce seguire gli eventi sportivi insieme al partner. La percentuale rimane alta anche nella fascia 61-65 anni, dove si attesta al 92%. I Mondiali, in sostanza, funzionano come collante relazionale indipendentemente dall’età.
La psicologa: condividere emozioni intense rafforza il legame
Marta Giuliani, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa clinica, nonché socia fondatrice della Società Italiana di Sessuologia e Psicologia, offre una lettura dei dati: I grandi eventi collettivi, come i Mondiali di calcio, hanno una funzione relazionale profonda e spesso sottovalutata. Condividere un’esperienza emotivamente intensa — l’attesa, la tensione, il gol, la delusione — attiva nei partner un senso di sincronia affettiva che rafforza il legame. Non è il calcio in sé a fare la differenza, ma il fatto di vivere insieme qualcosa che esca dalla routine: le coppie prosperano quando riescono a costruire significati condivisi al di fuori del quotidiano.
La specialista sottolinea anche la dimensione temporale del fenomeno: La connessione emotiva non ha età. Che si abbiano 20 o 65 anni, le emozioni forti vissute insieme creano memoria relazionale: quei ricordi diventano parte dell’identità della coppia e, nel tempo, contribuiscono ad alimentare il senso di appartenenza reciproca.
Il sondaggio è stato condotto su un campione di 1.230 membri di Ashley Madison.