Entra nel vivo dalla prossima settimana l’iter della manovra, l’ultima della legislatura. Lunedì si aprono le danze delle affollate audizioni davanti alle commissioni Bilancio riunite: quasi 70 i soggetti invitati
Tra i 67, per l’esattezza, auditi le associazioni (il primo giorno) poi a seguire le principali istituzioni economiche e finanziarie – dalla Banca d’Italia all’Istat, dalla Corte dei Conti all’Upb, per citarne alcuni -; ma anche gli enti territoriali, i sindacati, Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali. Chiude il giro giovedì il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Si passa poi all’esame del ddl da circa 26 miliardi. Il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti è fissato per il 17 novembre, i segnalati dei partiti arriveranno il 25 e a stretto giro di posta è attesa la scrematura delle ammissibilità. Ça va sans dire che l’esame vero e proprio partirebbe solo la prima settimana dicembre, comportando quindi tempi strettissimi per il via libera alla Finanziaria che va varata entro fine anno.
Un iter preceduto già da una scia di polemiche, a partire dal tema scottante dell’anticipo pensione a 64 anni e 36 di contributi, la nuova Quota 100, con il fondo per la flessibilità da 850 milioni. Sostenuto dalla Lega e dal suo leader Matteo Salvini la misura ha trovato per la verità alquanto tiepidi gli alleati, FdI in testa. Ma le tensioni, secondo i rumors, riguarderebbero in generale il rigore sui conti del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, riflettendosi sulla scelta del deputato Alberto Gusmeroli come relatore leghista alla manovra in commissione Bilancio al posto di Silvana Comaroli, vicina al ministro. Una scelta quella di Gusmeroli come minimo inconsueta non essendo membro della commissione competente, bensì presidente della commissione Attività produttive.
Ad ogni modo ogni tensione all’interno della maggioranza è destinata a placarsi e trovare la sua sintesi, a detta degli osservatori più attenti, nella consapevolezza che ad oggi la gestione responsabile e prudente dei conti di Giorgetti ha fatto fare un upgrade significativo alla reputazione dell’Italia sui mercati, posizione conquistata a fatica e che nessuno tra gli alleati metterebbe a repentaglio.
Un altro tema caldo che rispunta puntualmente anche quest’anno è poi quello del condono edilizio in Campania. Derubricato lo scorso anno, la proposta tornerà sui banchi del Parlamento, promossa dalla deputata FdI Imma Vietri per riaprire i termini della sanatoria del 2003 per la regione.