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L’ultima frontiera: i giocatori-consulenti

***image10***Molto, quasi tutto avevamo visto finora nel calcio. Presidenti-allenatori, giocatori-allenatori, padri, fratelli o mogli procuratori. Insomma molti sono stati e sono i casi in cui più figure professionali vengono assolte da un unico soggetto. Questa però mancava: i giocatori-consiglieri di mercato. A volte c’entra l’amicizia o il fatto di essere o essere stati compagni di squadra o di nazionale. In altri casi conta avere in comune lo stesso procuratore. Spesso, ma non sempre, c’è solo la volontà di contribuire al rafforzamento della propria squadra. Diversi sono i motivi che spingono alcuni giocatori a esporsi pubblicamente, consigliando alla propria società un certo collega. E questi “consigli per gli acquisti” impazzano, come ovvio che sia, proprio in tempo di mercato. Come adesso.

***image12***L’ultimo caso, in ordine di tempo, di giocatore-consulente di mercato vede coinvolto Figo che, l’altro giorno, sponsorizzava il connazionale Maniche per risolvere i problemi del centrocampo di Mancini. Si dice addirittura che il numero 7 nerazzurro sia stato direttamente coinvolto nella trattativa con il compito di sondare il terreno con il connazionale. Sempre pochi giorni fa, e sempre in casa Inter, è stata invece la volta di Zanetti che raccomandava a Moratti il giovane italo-argentino Valeri del Lanus per ringiovanire l’attacco in vista della prossima stagione. Anche Buffon, dopo aver deciso di restare in serie B diventando uno dei protagonisti della rinascita juventina post-calciopoli, è entrato nel vivo del mercato bianconero caldeggiando l’acquisto di Amauri al suo direttore sportivo Alessio Secco e a… Donadoni. E sì, perché l’attaccante brasiliano fra pochi mesi avrà anche il passaporto italiano. Speriamo che Dunga (CT del Brasile) non lo soffi prima alla maglia azzurra, sarebbe davvero un peccato. Per la verità, gli illustri “consigli” del passato seguiti poi dalle società, non si sono dimostrati acquisti eccellenti se si considera l’apporto sul campo degli “sponsorizzati”. Almeno finora.

Se per Grygera, ora alla Juve su consiglio di Nedved, ciò non è proprio vero, ma bisogna comunque aspettare altre verifiche e di ben altro rango, sicuramente è deludente il contributo fornito al Milan da Emerson (consigliato da Cafu), ma qui c’è di mezzo un infortunio, e alla Roma da Cicinho (testimone di nozze del portiere giallorosso Doni!). Arrivati entrambi dal Real Madrid, con le nuove maglie non si sono certo comportati come nel resto della loro carriera.

[oblo_image id=”4″]Il Puma non sembra essere il centrocampista tuttofare di qualche anno fa, l’esterno sembra la brutta copia del pendolino ammirato (poco) nel Real e (molto) in nazionale. Il potenziale erede di Cafu nella selecao e magari anche nella Roma, è rimasto, finora, solo potenziale. Sulla stessa scia, anzi peggio, fu l’avventura nerazzurra di Gilberto quando, nel 1999, su suggerimento di Ronaldo, approdò alla corte di Moratti. Si diceva fossero amici. Si scorpì poi che avevano gli stessi procuratori , la coppia Martins-Pitta. Il terzino brasiliano fu un flop ma, lasciata Milano, è entrato addirittura nel giro della nazionale.

Di ben altro impatto l’apporto dato da Chivu alla squadra di Mancini. Arrivato la scorsa estate in maglia nerazzurra, si è già messo in luce con una serie di prestazioni positive e grazie alla sua versatilità. Il tecnico di Jesi l’ha già schierato già in quattro ruoli: centrale di difesa, laterale sinistro alto e basso e mediano davanti alla difesa. E con eccellenti risultati. Non da tutti. Il consiglio di Ibrahimovic è stato proprio ottimo.

A volte però le società non riescono ad accontentare i propri giocatori. Sempre l’estate scorsa, Zanetti (ancora lui) caldeggiò l’acquisto di Tevez, finito poi al Manchester United. Visto il talento del giocatore Moratti farebbe bene, stavolta, a fidarsi del suo capitano. Prenda Valeri, magari è un altro Tevez. E se fosse uno Gilberto qualunque? Questione di fiducia. Ma d’altronde chi non risica non rosica, no?

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