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Ignazio Cutrò , l’imprenditore che ha denunciato la mafia

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Ignazio Cutrò ospite a Che tempo che fa Sabato 1 Maggio
Ignazio Cutrò 

Ignazio Cutrò è un eroe: per fortuna e suo malgrado. Bertolt Brecht profetizzava “beato quel popolo che non ha bisogno di eroi” per sottolineare come una nazione felice è quella dove non c’è bisogno che sia un singolo a dover lottare contro tutto e contro tutti. Purtroppo, l’Italia non  è quel Paese e Ignazio Cutrò è diventato eroe facendo semplicemente quello che dovrebbe fare un buon cittadino. Si è limitato a denunciare gli atti intimidatori di chi non accetta che nella sua terra, la Sicilia, un imprenditore nato a Bivona nell’agrigentino, possa svolgere la propria attività senza sentirsi schiavo delle pressioni mafiose. Lo hanno minacciato, intimidito, vessato con attentati, lettere, segnali. Lui ha continuato per la sua strada e ha provato a farlo anche quando la mafia subdolamente ha cercato di mettere in ginocchio la sua azienda impedendogli di ricevere le commesse. E’ divenuto collaboratore di giustizia facendo nomi e cognomi, portando all’arresto di esponenti di spicco. Ha visto la sua vita stravolta: avrebbe potuto accettare il “sistema” e vivere serenamente, ha preferito mettere in discussione tutto per cambiarlo quel sistema. Ha anche dato vita a manifestazioni clamorose come quella di incatenarsi davanti al Viminale con un monito eloquente: “Dalla Sicilia dovrebbero andare via i mafiosi, non io”. Ecco perchè è importante che la gente lo assista in queste battaglie in attesa che anche le istituzioni ne comprendano l’importanza e agiscano con i fatti. Perchè vero quel che dice Brecht, ma in attesa che il nostro Paese non abbia bisogno di eroi, sarebbe il caso di tutelare quelli che si comportano da eroi per rendere il Paese più libero e pulito di quello che è.

Mercoledì 12 Marzo, Ignazio Cutrò protagonista di un servizio de Le Iene con l’inviato Pablo Trincia

Un’occasione per ascoltare la sua storia, provare la giusta indignazione per le vessazioni che deve subite una persona perbene e trovare il coraggio per sostenerlo nella sua lotta. In una maglietta aveva apposto la scritta: “Se non chiedi aiuto, nessuno ti può aiutare” incoraggiando altri a denunciare le angherie di cui sono vittime. Per tutti, rimane, invece, il dovere di raccogliere la sua richiesta di aiuto.

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