Mettiamola così: quando i Rolling Stones entrano in stato di grazia, fermarli è impossibile. A meno di tre anni da un album acclamato come ‘Hackney Diamonds’, che ha messo d’accordo critica e pubblico e si è portato a casa un Grammy, la band più longeva e iconica del pianeta torna con un nuovo capitolo della sua saga infinita. Si intitola ‘Foreign Tongues’ (il loro 25esimo album in studio), uscirà il 10 luglio per Polydor Records ed è il frutto di un periodo di creatività talmente febbrile da aver dato vita a 14 brani in meno di un mese, registrati nei Metropolis Studios di West London. Un disco che, a giudicare dalle premesse, cattura l’essenza della band spingendola ancora una volta verso nuovi orizzonti. Al timone, ancora una volta, il produttore Andrew Watt, l’uomo che con ‘Hackney Diamonds’ ha saputo rimettere a fuoco l’energia degli Stones. L’idea di un seguito così ravvicinato non è nata per caso: “Quando abbiamo realizzato ‘Hackney Diamonds’, ci siamo ritrovati con una quantità enorme di materiale, cosa che a volte accade, a volte no”, dice Mick Jagger. “Riguardando ‘Black and Blue’ (album del 1976, ndr) quando è uscito in ristampa, mi sono accorto che aveva appena otto brani”. Con ‘Hackney Diamonds’, invece, “ci siamo detti: ‘Possiamo inserirne solo un certo numero, il resto lo mettiamo da parte. Ci servirà per un altro disco’”. Quindi “avevamo già in mente di realizzare un album successivo e alcuni dei brani presenti qui arrivano da quelle session, anche se non molti”. spiega. “Quei pezzi erano troppo belli per restare in un cassetto”. Poi “abbiamo iniziato a lavorare al nuovo disco e, alla fine, ci siamo ritrovati con ancora più materiale del previsto”.
Una visione condivisa da Keith Richards che, con lo stupore negli occhi e nella voce per ciò che può accadere quando questa band inimitabile si rimette insieme, dice: “Fai musica, impari a farla e suoni con i migliori. Finché suoni con le persone con le quali stai bene, non sai mai cosa può venir fuori”. Inizialmente, “guardando questo materiale, ho pensato: ‘Non so nemmeno se sia un album’. Ma man mano che prendeva forma si è sciolto ogni dubbio”. Inoltre, “ha anche una continuità con ‘Hackney Diamonds’. Non vedo l’ora di scoprire dove ci porterà”. ‘Foreign Tongues’ non è solo il disco del trio Jagger–Richards–Wood. È un album corale, arricchito da una schiera di collaboratori che farebbero impallidire il cartellone di un festival. Accanto ai fidati Darryl Jones, Matt Clifford e Steve Jordan, spiccano nomi come Paul McCartney (al suo secondo gettone di presenza consecutiva), Robert Smith dei The Cure e Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers. Ma la vera gemma è la presenza di Steve Winwood, leggenda vivente che ha suonato l’organo e il pianoforte in ben nove tracce. “Stevie è incredibile, veniva spesso studio. E quando è venuto a suonare su questi nuovi brani, ha detto che era la migliore atmosfera di band che avesse mai vissuto”, dice Ronnie Wood. Il momento più toccante del disco arriva con ‘Hit Me In The Head’: la batteria è quella del compianto, Charlie Watts, registrata in una delle sue ultime sessioni. Per Keith, è un vero e proprio passaggio di consegne. E poi c’è la sorpresa che non ti aspetti: una cover di ‘You Know I’m No Good’ di Amy Winehouse. Un omaggio sentito, quasi un appuntamento col destino mancato, come riflette Richards: “In un modo strano, quella canzone doveva incontrarci da qualche parte, per qualche motivo. Ho sempre pensato ‘Beh, sono destinato a incontrarla prima o poi'”. Poi “ho pensato ‘è da un po’ che non facciamo una cover. Quella di Amy è stata la scelta giusta”.
‘Foreign Tongues’ si preannuncia quindi come un album denso, vitale, che unisce l’anima blues delle origini (come nel brano ‘Rough and Twisted’) a una fama di futuro che, a 64 anni dall’inizio della loro storia, non accenna a placarsi. È una continuazione di ‘Hackney Diamonds’ o qualcosa di meglio? “Devo dire entrambe le cose. Penso forse perché abbiamo imparato a lavorare meglio insieme”, dice Keith Richards. Il primo assaggio per i fan arriva con ‘Jealous Lover’, il nuovo singolo in uscita domani. Se il precedente ‘In The Stars’ strizzava l’occhio al pop-rock, questo brano cambia completamente registro, immergendosi in un groove R&B ricco di sentimento, impreziosito da un’affascinante interpretazione in falsetto di Mick Jagger. La canzone è un distillato purissimo del loro amore per il ‘rhythm and blues’. ‘Jealous Lover’ è la dimostrazione che, dopo oltre sessant’anni, l’intesa creativa dei Rolling Stones è ancora capace di fondere le loro radici classiche con un’energia incredibilmente fresca e contemporanea.