Il ministro degli Esteri della Bosnia-Erzegovina, Elmedin Konaković, ha ordinato a due diplomatici serbi di lasciare il Paese, dopo che diversi esponenti del governo di Belgrado avevano partecipato al funerale del criminale di guerra Ratko Mladić nella capitale serba. Almeno sei ministri serbi erano tra le migliaia di persone presenti alla cerimonia funebre, durante la quale Mladić è stato apertamente elogiato.
Poco prima Konaković aveva anche annunciato il richiamo di tutto il personale dell’Ambasciata della Bosnia-Erzegovina a Belgrado, oltre alla sospensione degli incontri bilaterali e la riduzione delle comunicazioni con la Serbia al livello più basso possibile. Il Ministro ha inoltre annunciato un’intensificazione dell’attività diplomatica con l’Unione Europea e i suoi Stati membri, gli Stati Uniti, il Regno Unito e gli Stati membri dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica.
L’ex comandante serbo-bosniaco è morto il mese scorso mentre scontava una condanna all’ergastolo per crimini di guerra commessi durante la guerra in Bosnia. “Le immagini del funerale di Ratko Mladić, che si sono svolte ieri a Belgrado, sono state choccanti. Ratko Mladić era un criminale di guerra condannato. È stato responsabile di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. È morto mentre scontava una condanna all’ergastolo per il genocidio di Srebrenica e per altri crimini”, ha scritto in un post su X sono la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa. “Gli elementi di sostegno ufficiale e la presenza di alcuni alti funzionari serbi al funerale sono profondamente deplorevoli. Dimostrano l’incapacità di affrontare un capitolo oscuro della storia recente dell’Europa e contraddicono i valori alla base del percorso della Serbia verso l’Unione europea“, sottolineano. “Il nostro pensiero va a tutte le vittime dei crimini commessi nei Paesi dell’ex Jugoslavia“, concludono.