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Esplorando tra le carte : storia dei 150 anni della Mole

Esplorando tra le carte
Esplorando tra le carte

Esplorando tra le carte: la Mole si racconta

Sarà aperta fino al 28 febbraio -nella spazio espositivo comunaledi via Barbaroux 32 – la mostra Esplorando tra le carte , un itinerario realizzato da carte, fotografie, guide e giornali appartenenti al patrimonio dell’Archivio Storico della Città per rendere omaggio alla  Mole Antonelliana, edificio simbolo della città di Torino e ripercorrerne le tappe dei 150 anni. La prima pietra della Mole Antonelliana veniva posta alla fine del 1863.“L’edificio era destinato in origine a essere un tempio israelitico, ma l’ingegno di Alessandro Antonelli era andatoben al di là delle aspettative del committente: l’altezza totale della costruzione era lievitata dai 47 metri dell’ipotesi iniziale a più di 100 metri, nell’arco di quattro anni, con conseguente aumento della spesa, e ancora non era finita – spiega la curatrice Luciana Manzo -. Nel 1869 l’impresa era ormai diventata insostenibile per la comunità israelitica subalpina  e fu così che, dopo anni di dibattiti, controversie e pareri tecnici sulla sua stabilità, nel 18- 77 l’edificio fu acquistato dal  Comune che negli anni successivi lo portò a termine, stabilendo in via Montebello la sede del Museo del Risorgimento Italiano. Inaugurato nel 1908, il Museo rimase alla Mole fino al 1929, per essere successivamente trasferito a Palazzo Carignano. Da allora, per un lunghissimo lasso di tempo la Mole Antonelliana fu un contenitore vuoto, senza altra destinazione d’uso che quella di punto di vista panoramico artificiale”. Nel 1980 fu recuperata all’uso pubblico diventando lo spazio espositivo della Città. Infine dal 2000 è sede del Museo Nazionale del Cinema. Un numero monografico della Rivista MuseoTorino/6 (in vendita a 5 euro) è dedicato all’iniziativa. ‘Conosciamo e amiamo la Mole Antonelliana per la vertigine che ci regala ogni volta che, passandole accanto, ne sentiamo il respiro del tempo, per il riferimento che ci offre da qualsiasi punto di vista della città, genius loci familiare e un po’ austero afferma il sindaco Piero Fassino -. L’amiamo per la sorpresa che rivela agli occhi in quelle «giornate di vento, a primavera, in cui Torino pare di vetro», per dirla con  Marco Revelli. L’amiamo come fosse sempre stata lì, un guardiano silenzioso e augurante sulle vite di una città che scorre. E conosciamo la sua storia, recente di progetto di tempio israelitico ma realizzato e ceduto al Comune di Torino ancora in fase di costruzione – e quella contemporanea – scrigno della storia del cinema e delle sue fascinazioni.  La mostra Esplorando tra le carte  che il catalogo, numero special MuseoTorino, illustra, tuttavia ce ne rivela l’anima e lo scheletro, ce ne racconta la genesi costruttiva e la storia che portò al suo innalzamento. Attraverso disegni, lettere, schizzi, fotografie e progetti d’epoca che rivelano quanto la scelta di erigerla fosse stata importante per la comunità, e quanto intorno ad essa si fosse dibattuto. Corsi e ricorsi della storia, in un certo senso. Il dibattito di una città intorno ad una scelta urbanistica importante. Sorprendente tuttavia ritrovarne le tracce nei documenti che l’Archivio Storico della Città custodisce e che, scabri e tecnici, ne raccontano l’evoluzione e lo sviluppo. E mirabile la perizia di chi, creandone catalogo e mostra, ha saputo ricostruire la cronologia di quella storia torinese e tratteggiarne l’emotività. Un lavoro documentale minuzioso e ricco, una fotografia della nostra storia comune recente che il catalogo racchiude  illustra. Esplorando tra le carte è costruita coi tanti tasselli della vita quotidiana. Un scrigno aperto fra i tanti che l’Archivio Storico di Torino possiede e di cui la Città è orgogliosa

 

 

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