Don Diana : una fiction a 20 anni dall’omicidio del prete

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Don Diana, un eroe moderno

Don Diana
Don Diana

Si chiama servizio pubblico e , per fortuna, ogni tanto se ne ricorda. La Rai propone in prima serata la fiction su Don Diana , il prete giustiziato dalla camorra per la sua coraggiosa lotta in alcuni dei quartieri più malfamati in cui ha predicato speranza e voglia di cambiare. Era il 19 Marzo 1994 quando venne freddato da cinque colpi di pistola: una resa dei conti per chi si era rifiutato di abbassare lo sguardo persuadendo anche la sua comunità che era possibile un’altra strada a patto di tenere alta e fiera la testa. Nella fiction, sarà interpretato da Alessandro Preziosi che ha ammesso il tormento per studiare e capire sino in fondo un personaggio così straordinario. Un eroe moderno perché ha fatto ciò che è più difficile: rimanere coerente con se stesso, con i propri valori e con gli altri. Nonostante tutto. E’ ricordato ora come un martire, ma è bene ricordarsi ora di chi lo ha isolato quando era operativo. Non è stato il primo uomo di chiesa giustiziato dalla criminalità organizzata, purtroppo non è stato nemmeno l’ultimo. Per fortuna Don Diana vive ancora negli occhi di chi l’ha conosciuto, nell’animo di chi ne ascolta le parole a distanza di 20 anni o che legge le sue invettive.

Questo il testo della lettera Per amore del mio popolo , quasi un testamento spirituale di Don Diana

« Siamo preoccupati .Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra. Come battezzati in Cristo, come pastori della Forania di Casal di Principe ci sentiamo investiti in pieno della nostra responsabilità di essere “segno di contraddizione”. Coscienti che come chiesa “dobbiamo educare con la parola e la testimonianza di vita alla prima beatitudine del Vangelo che è la povertà, come distacco dalla ricerca del superfluo, da ogni ambiguo compromesso o ingiusto privilegio, come servizio sino al dono di sé, come esperienza generosamente vissuta di solidarietà”.

La Camorra oggi è una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana. I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l’imprenditore più temerario; traffici illeciti per l’acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato.

È oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l’infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche è caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi. La Camorra rappresenta uno Stato deviante parallelo rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d’intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L’inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che passa, l’inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini; le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono convincere che l’Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una “ministerialità” di liberazione, di promozione umana e di servizio. Forse le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili.

Don Diana , il prete di Casal di Principe che ha sfidato la camorra, raccontato dalla fiction Rai con Alessandro Preziosi come protagonista

 

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