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Lockerstor R Pro Gen2, i NAS ASUSTOR conquistano la certificazione VMware

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ASUSTOR ha ottenuto la certificazione VMware per i NAS della serie Lockerstor R Pro Gen2. I tre modelli rack compaiono ora nella Compatibility Guide di VMware, l’elenco dell’hardware validato per la virtualizzazione. L’annuncio è partito da Taipei l’8 ottobre 2026. Riguarda i datastore di vSphere, che su questi sistemi si creano sia via iSCSI sia via NFS.

Tradotto: chi lavora con VMware può metterli in produzione sapendo che la combinazione è stata verificata.

Cosa significa la certificazione VMware per chi virtualizza

NAS ASUSTOR Lockerstor R Pro Gen2 con certificazione VMware montati in rack
I tre modelli rack della serie Lockerstor R Pro Gen2 ora inseriti nella VMware Compatibility Guide

Nei data center la Compatibility Guide pesa più di quanto si immagini. Molti reparti IT la consultano prima ancora di chiedere un preventivo. Un modello assente dalla lista rischia di uscire dalla rosa dei candidati, qualunque cosa dica la sua scheda tecnica.

Il motivo è pratico. Quando qualcosa si guasta, il supporto lavora su configurazioni note e testate.

Gli ambienti virtualizzati, del resto, mettono lo storage sotto pressione. Decine di macchine virtuali leggono e scrivono in contemporanea. Basta un disco lento per frenare il gestionale, la posta e il database dei clienti, tutti insieme. Per questo throughput e latenza contano quanto la capacità.

Ottenere la certificazione VMware, per ASUSTOR, significa dichiarare che la serie regge questi carichi. Il produttore promette prestazioni I/O elevate e una gestione semplice delle VM in vSphere, anche quando il loro numero cresce.

Datastore iSCSI e NFS, due strade verso la stessa stabilità

Il datastore è lo spazio in cui vSphere conserva i dischi delle macchine virtuali. Su uno storage di rete lo si costruisce in due modi.

Il primo passa per iSCSI, un protocollo a blocchi: il server vede il NAS come un disco suo, collegato direttamente. Il secondo usa NFS, un protocollo a file, più simile a una grande cartella condivisa. Ognuno ha i suoi sostenitori, e nelle aziende convivono entrambe le scuole.

I Lockerstor R Pro Gen2 li supportano tutti e due nella creazione dei datastore. Chi ha già scelto una strada, quindi, non deve cambiarla. E per chi non può permettersi fermi, la gamma gestisce configurazioni ad alta disponibilità.

Tre modelli rack per esigenze di capacità diverse

La gamma conta tre modelli. Il Lockerstor 12R Pro Gen2 (AS7212RDX) occupa 2U e ospita 12 dischi. Con SMB multicanale su doppia 10GbE, ASUSTOR dichiara 2.308 MB/s in lettura e 1.602 MB/s in scrittura.

Il Lockerstor 16R Pro Gen2 (AS7216RDX) sale a 3U e 16 alloggiamenti. Nelle stesse condizioni fa 2.309 MB/s in lettura e 1.886 MB/s in scrittura.

Chiude la serie il Lockerstor 24R Pro Gen2 (AS7224RDX): 24 baie, 2.248 MB/s in lettura e 1.862 MB/s in scrittura.

Messi in fila, questi numeri dicono una cosa precisa. In lettura i tre modelli sono appaiati, separati da poche decine di MB/s. Con ogni probabilità il limite, in quel test, è la doppia 10GbE più che i dischi. La scelta si gioca allora su capacità e spazio in rack, molto meno sulla velocità di picco.

Ryzen 7 PRO e memoria ECC, il motore dei nuovi NAS ASUSTOR

Dentro lavora un AMD Ryzen 7 PRO 7745 in versione embedded: 8 core, 16 thread, fino a 5,3 GHz. Per un NAS è una dotazione generosa. Serve a far girare insieme virtualizzazione, container e backup senza che uno freni l’altro.

La RAM è ECC DDR5-4800, 16 GB di serie ed espandibile fino a 192 GB. ECC vuol dire che il sistema individua e corregge da solo gli errori nei dati in memoria. Su un server acceso giorno e notte, riduce il rischio di blocchi improvvisi.

Per la rete ci sono due porte 10GbE e due Gigabit Ethernet, con link aggregation e SMB multicanale. Gli slot PCIe 5.0 x8 e x4 accettano schede da 25, 40 o 50GbE. È la via per chi vuole superare il tetto della doppia 10GbE di cui sopra. C’è infine uno slot M.2 2280 NVMe PCIe Gen5, per un SSD di cache o dati ad accesso rapido.

Spazio che cresce e alimentazione ridondante

Quando i dischi non bastano più, si collega l’unità di espansione Xpanstor 12R e si guadagnano altri 12 alloggiamenti.

Gli alimentatori sono due, ridondanti e certificati 80 PLUS Platinum, con efficienza fino al 92%. Se uno cede, l’altro tiene acceso il sistema. Sul software, oltre a VMware la gamma dichiara compatibilità con Citrix e Hyper-V. Supporta in modo nativo iSCSI/IP-SAN e NFS, e fa girare container Docker.

Crittografia post-quantistica attiva senza configurazioni

La parte sulla sicurezza è quella che, a nostro avviso, invecchierà meglio.

I NAS supportano la crittografia ibrida post-quantistica (PQC), basata su Kyber nella combinazione X25519 + ML-KEM 768. Dalla versione 5.1 del sistema operativo ADM si attiva da sola, attraverso TLS 1.3. Nessuna opzione da cercare nei menu.

L’obiettivo sono gli attacchi “Harvest Now, Decrypt Later”. Chi li conduce raccoglie oggi traffico cifrato e lo archivia, in attesa di un computer quantistico capace di decifrarlo.

Va però chiarito un punto che il comunicato lascia sullo sfondo. TLS protegge i dati mentre viaggiano in rete, tra il NAS e chi vi accede. La cifratura dei volumi su disco è un altro capitolo, da valutare a parte.

Perché la certificazione VMware pesa nel mercato dello storage

Il momento è particolare. A fine 2023 si è chiusa l’acquisizione di VMware da parte di Broadcom, seguita da una revisione delle licenze. Molte aziende hanno rifatto i conti: alcune sono rimaste su vSphere, altre hanno guardato a Hyper-V o ad altri hypervisor.

Per chi è ancora in mezzo al guado, uno storage che parla con più piattaforme è una tutela. La certificazione VMware copre chi resta. Il supporto a Hyper-V, Citrix e Docker lascia aperta la porta a chi pensa di uscire.

Poi c’è la concorrenza, nutrita nel segmento dei NAS rack per le imprese. Oltre alla certificazione VMware, ASUSTOR punta su PCIe Gen5 e su un processore ad alta frequenza. E sulla protezione post-quantistica già attiva. A chiudere il pacchetto c’è una garanzia di cinque anni.

Schede tecniche e disponibilità dei tre modelli sono sul sito ufficiale ASUSTOR. E se in azienda usate già vSphere, diteci nei commenti se avete scelto iSCSI o NFS, e perché.

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