Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, non testimonierà nel processo che vede il suo ex avvocato Massimo Lovati imputato a Milano per diffamazione nei confronti dello studio Giarda per le dichiarazioni rese il 13 marzo 2025, davanti alle telecamere, quando era da poco esplosa la nuova indagine sull’omicidio di Garlasco. La difesa di Lovati ha fatto presente che all’esito dell’esame dei testi poteva esserci la necessità di ascoltare Sempio, ma il Tribunale ha rigettato l’istanza.
Il giudice Gianluca De Rosa ha acquisito la corposa documentazione fornita dalle parti tra cui la relazione della Skp (società di investigazioni privata ingaggiata dalla difesa di Alberto Stasi) e le consulenze genetiche degli esperti Matteo Fabbri e Pasquale Linarello, e ha dato l’ok solo ad alcuni testimoni della vicenda che ruota intorno al prelievo del Dna di Sempio da una tazzina e un cucchiaino presi in un bar all’insaputa del trentottenne. “Non sono state ammesse delle prove secondo me sostanziali e decisive come due testi della Skp perché noi non sappiamo chi ha effettivamente prelevato gli oggetti in quel novembre 2016″ è il commento di Lovati.
Per Enrico Giarda, parte civile insieme al fratello Fabio, “Lovati sa benissimo che non c’è stata nessuna macchinazione. Di questo processo ne avrei fatto sinceramente a meno, ma non vogliamo che venga infangata la memoria di nostro padre”. La prossima udienza è fissata per il 9 novembre, la sentenza è attesa (salvo sorprese) nel 2027.