Oltre un milione di famiglie italiane riceveranno mille euro ciascuna attraverso la Carta Dedicata a Te: i primi 500 euro arriveranno il 4 novembre 2026, altri 500 ad aprile 2027. La misura, giunta alla quarta edizione consecutiva, è stata presentata oggi a Roma dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida insieme ai titolari degli altri dicasteri coinvolti.
Le risorse complessivamente disponibili per il 2026 ammontano a 591 milioni di euro, frutto dei 500 milioni stanziati dalla legge di bilancio più circa 91 milioni di residui non spesi nel 2025. I nuclei familiari beneficiari sono 1.177.597: devono essere composti da almeno tre persone, avere un ISEE inferiore a 15.000 euro e non percepire altri sussidi di inclusione sociale o contrasto alla povertà.
Come funziona e chi può usarla
Il contributo viene caricato su carte elettroniche prepagate e ricaricabili distribuite da Poste Italiane attraverso la sua rete di oltre 12.000 uffici postali. I beneficiari non devono fare domanda: è l’INPS a individuarli tramite i dati ISEE già in suo possesso e a segnalarli ai Comuni, che a loro volta li comunicano all’Istituto per l’erogazione.
Chi riceve la carta deve effettuare il primo acquisto entro il 16 dicembre 2026. La mancata attivazione entro quella data comporta la perdita del contributo. L’ingresso è automatico. Non servono moduli.
Con la carta si possono acquistare beni alimentari di prima necessità, con una preferenza esplicita per i prodotti delle filiere italiane e per quelli a marchio DOP e IGP. Le convenzioni rinnovate con la grande distribuzione organizzata — Federdistribuzione, ANCC Coop, ANCD Conad e Lidl — garantiscono uno sconto aggiuntivo del 15%, cumulabile con le promozioni già attive nei punti vendita aderenti.
Le dichiarazioni dei ministri e dei partner
Sarà disponibile oltre 1 miliardo di euro, 1.000 euro per famiglia. Una scelta concreta che rafforza il sostegno ai nuclei più fragili, ha annunciato il ministro Lollobrigida, aggiungendo che l’obiettivo è sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e al tempo stesso valorizzare le filiere agroalimentari nazionali.
Il ministro del Lavoro Marina Calderone ha inquadrato la misura in un sistema più ampio: La protezione sociale non è mai assistenzialismo passivo, ma una rete di protezione dinamica che viaggia di pari passo con la promozione della buona occupazione.
Il presidente dell’INPS Gabriele Fava ha sottolineato il cambio di approccio dell’Istituto: Non è più il cittadino a dover cercare l’amministrazione, ma è l’Istituto ad avvicinarsi alle persone, intercettandone bisogni e diritti.
La distribuzione regionale
La Campania è la regione con il maggior numero di beneficiari: 220.009 nuclei familiari. Seguono la Sicilia con 189.889 e la Puglia con 128.262. Al Nord, la Lombardia registra il dato più alto con 110.299 famiglie coinvolte, davanti a Veneto (51.004) e Piemonte (46.126). Le regioni con meno beneficiari sono la Valle d’Aosta (1.283) e il Molise (8.406).
Dal 2023 al 2027 il Governo ha destinato complessivamente 2,7 miliardi di euro alla misura. A questo si aggiunge il Fondo Nazionale Indigenti, reso strutturale con la legge di bilancio 2025 con una dotazione annua di 50 milioni di euro: per il 2026 le risorse disponibili salgono a 54,9 milioni, destinate all’acquisto di derrate alimentari per le fasce più vulnerabili della popolazione.