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Booky e Vibresselibri.net: libri da bere

Booky è l’aperitivo di chi parla (anche) di libri. Libri da bere. Così tra i tavolini e il buffet il vero giudizio su un libro lo vedi dal numero di Booky che ha attorno.

La prima mezza dozzina la si ordina per Tana per la bambina con i capelli a ombrellone, di Monica Viola. Questo romanzo non è come tutti quelli che trovate in libreria, infatti (ma ancora per poco) non è tra gli scaffali. Si può leggere gratuitamente scaricandolo da vibrisselibri.net, la creatura di Giulio Mozzi che ha dato una bella speranza a chi vedeva solo squali nella piscina dell’editoria italiana. Un progetto ispirato, un’officina-rifugio per chi crede ancora che il talento vero possa essere premiato senza troppi numeri a mortificarlo. Ma chiacchieriamo del romanzo: un romanzo di formazione. La formazione dolorosa, comica, erotica e sentimentale di una giovane ingenua senza grandi pudori che cresce impugnando solo l’arma dei suoi problemi, dei suoi sconfinati dubbi, della sua sofferenza e delle sue speranze. Una ragazzina in cerca di accettazione sociale che osserva il mondo dal posto dove il suo mondo l’ha messa, e certo non si tratta del centro; una borderline impenitente che si taglia e risorge, che spende e spande amore e ne raccoglie quel poco che, dicono, si meriti, e con quello fa germogliare una donna che finalmente cammina da sola. Un romanzo dei piccoli drammi della gioventù che non sono mai così piccoli come i grandi dicono, ma che sanno lasciare segni profondi in ogni adulto, e a volte sanno farlo inciampare, altre riuscire. Doloroso, dolce, splendido. Un romanzo con cui fare bella figura, per l’altissimo valore letterario e per la sua originale collocazione nel panorama editoriale, decisamente avanti e con quel tocco di novità in più che si chiama, appunto, essere à la page.

Parliamo francese? L’eleganza del riccio, di Muriel Barbery, Edizioni e/o. L’amore per l’Arte e i suoi effetti declinati al giorno d’oggi. Due personaggi che più diversi non si può accomunati da un quid poetico, da una certa sensibilità, da quella leggerezza per la vita che possiede solo chi ha le tasche vuote e molta cultura tra le orecchie. Un portafoglio troppo gonfio ti fa camminare solo per terra, mentre quella zoticona della custode del tuo palazzo ascolta musica divina che le spalanca le porte dell’estasi. E che dire della tua bella casa, tutte le cose che ti posseggono, ops, che possiedi, mentre la tua geniale e incompresa prole attende il prossimo compleanno per farla finita, tanto è delusa dal mondo dei suoi grandi? Un libro che educa alla vita per quella che è: ricerca della vera bellezza, e gioia di vivere, e sorriseti nascosti rivolti a chi corre e non sa più fermarsi. Leggerlo fa bene, nobilita lo spirito, e impreziosisce il passo se lasciato spuntare dalla borsetta. Perfetto per le Amelie e i signor Chencanpuà, ma conquista anche gli artisti, come Rose (burrosalato.blogspot.com, una tavolozza di Booky per il talento dream&chic), che scrive: “Appassionato, ironico, pungente, commuovente e raffinato, è stato il caso letterario del 2007 in Francia. Un volume scritto divinamente che, credetemi, strega”. Devo aggiungere altro? Ah sì: tanti Booky da non esserci più un buco libero per poggiarlo sul tavolino.

E almeno due giri di Booky per Hotel Angleterre, di Nico Orengo, che non è per tutti, come tutti i libri che valgono davvero. Può sembrare snob, come le copertine da non macchiare della Einaudi, ma tant’è. Una Russia in cammino, un viaggio di digressioni e divagazioni, dal delitto alla soluzione del mistero (ma c’è davvero?), un finto furto a far da filo conduttore, da filigrana anzi, di ricordi e suggestioni, tra le nevi e i passi della storia, prosa poetica e poesia vera e propria, un gioiellino di cultura che abbisogna di un lettore preparato. Nico Orengo spacca. Questo suo falso giallo brilla come un libro che più intelligente non si può. Perfetto accanto a una spilla di Patrizia Pepe.

Stiamo parlando di moda? Coco Chanel, di Louise de Vilmorin, da Sellerio. Leggete subito l’introduzione, tanto per non farvi ingannare dalle sciocchezze che Coco raccontò alla povera Louise. Tanto poi dimenticherete di averla letta, e inizierete a credere a questo racconto egocentrico e raffinatissimo. La pioggia di carta da parati, l’uva dappertutto, le pagine di romanzi tra il seno e i corpetti, le zie tutte nere e un padre zingaro, la piccola Coco e i suoi primi assaggi di mondo, fino al mito. Novantanove (pochissime) pagine di vita che abbaglia per l’energia che dissipa senza modestia. Pagina 37 è l’impeccabile manifesto del femminismo che non grida slogan, tutto il resto è l’avventura di chi ha scritto il proprio nome sulle radici della moda moderna. Disincantata che incanta, frivola e intelligente, pratica e aggrappata ai suoi occhi aperti sui sogni, “tutte vogliono essere Coco…”. Le verità, ahimè, sono poche, alcune le leggende, ma se non fosse così, chi li chiamerebbe miti? Piacevolissimo, peccato duri così poco…Un orgasmo di Booky.

E a proposito di pelle…si fa un gran parlare di questo Fondo Infinito di Branca Maria de Paula, edito dalla giovane Vertigo. Difficile dire quanti Booky, un bel libro, certo, ma pur sempre un libro difficile da affrontare. Come guardarsi allo specchio. Una raccolta di racconti erotici sull’unico sesso che non finisce mai sui libri: quello di tutti i giorni. Scioccante nella sua normalità, una scrittura duttile che asseconda le diverse voci di questi personaggi del tutto umani. Nessuna super orgia in maschera, nessuna performance da film porno, nessuna protagonista sempre pronta, ma “pensando a quanto sia difficile essere donna, pagare con sangue e latte qualche orgasmo, molte scopate insipide…”. Niente plastica, ma vicini di casa, bambini, pentole, ricordi di famiglia, fallimenti, pettegole, intensi ritratti, drammi e felicità. Il fondo infinito è quel desiderio che tutti coviamo dentro, tutti, senza distinzioni. E questi racconti sfilano davanti agli occhi nudi come sono, come tutti siamo, ed eccitano perché quelli potremmo davvero essere noi, con i nostri difetti, le nostre paure, i nostri ritmi, i nostri limiti. Un libro davvero erotico, dove il lettore a volte si sente tredicesimo a tavola, proprio come indicato nell’ultimo racconto…Da esibire accanto al partner di sempre, per sottolineare l’affiatamento, nonostante il mutuo, i figli, ecc ecc.

Ecco tutto. La ricetta del Booky? Intanto preparate del ghiaccio tritato…il resto la prossima settimana.

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