Biologi marini, pescatori, geologi, cantastorie e bambini con le mani sporche di colla: dal 27 al 30 agosto l’Antica Tonnara Su Pranu di Portoscuso, nel Sulcis Iglesiente, ospita l’undicesima edizione del Big Blue Festival, l’unico ecofestival della Sardegna. Quattro serate gratuite in cui la scienza del mare si mescola alla narrazione, ai laboratori creativi e alla musica, sulle rocce che guardano verso Capo Altano.
A portare avanti la manifestazione è ArgoNautilus, associazione che dal 2016 organizza l’appuntamento ogni fine agosto con il patrocinio del Comune di Portoscuso e il contributo della Fondazione di Sardegna. Il direttore artistico, il biologo Maurizio Cristella, spiega così la filosofia del festival: Come per certe patologie del corpo che restano invisibili finché non si impara a riconoscerne i sintomi, anche il degrado degli ecosistemi marini ha bisogno di uno sguardo educato per essere visto prima che sia tardi. Ed è lo sguardo che il Big Blue Festival, con quattro serate di incontri, laboratori e narrazioni gratuite, prova a orientare, bambino dopo bambino, relatore dopo relatore.
Giovedì 27 agosto: un museo sotto il mare e le esplorazioni himalayane
Si parte giovedì pomeriggio con il Big Blue Lab, laboratorio di riciclo creativo Moda ecologica: un mare di creatività rivolto ai bambini dai 4 ai 10 anni. L’iscrizione è gratuita, ma i posti sono limitati a 20 partecipanti.
In serata, alle 21.30, sale sul palco Edoardo Brodasca, direttore del Posidonia Green Project, organizzazione internazionale con sede in Spagna e delegazione italiana. Brodasca presenta il Posidonia Art Reef, il museo sottomarino partecipato realizzato quest’anno a Bogliasco, in Liguria: un’installazione scientifica e artistica posata sui fondali per offrire rifugio a scorfani, polpi e murene, co-progettata con la comunità locale e con giovani biologi come strumento di citizen science. Il progetto è già diventato caso di studio nell’ambito del programma europeo Horizon Europe. Per il pubblico sardo è la prima occasione di conoscerlo da vicino. Brodasca lo ha definito un nuovo modello di infrastruttura culturale ed ecologica, capace di ridisegnare il rapporto fra comunità e mare.
Chiude la serata, alle 22.30, Stefano Vascotto con Sagarmatha: un viaggio nella storia delle esplorazioni himalayane, dalle antiche rotte della Compagnia delle Indie Orientali alla conquista novecentesca dell’Everest. Regista e narratore di montagna, Vascotto porta a Portoscuso uno sguardo documentaristico su un tema apparentemente lontano dal mare, ma che pone la stessa domanda di fondo: fino a dove può spingersi la curiosità umana senza tradire il rispetto per ciò che esplora?
Venerdì 28 agosto: mosaici di tappi e biodiversità sommersa
Il pomeriggio di venerdì è ancora dedicato ai più giovani. Dalle 18.30 alle 20.30 si svolge la seconda estemporanea d’arte per bambini dai 6 ai 13 anni: Un mosaico con i tappi di plastica, laboratorio en plein air a iscrizioni chiuse e ingresso gratuito.
Alle 19 inaugura invece la mostra fotografica Meraviglie sotto il mare della Sardegna, a cura del gruppo Subacquei per la Scienza. Un percorso per immagini che restituisce la biodiversità sommersa delle coste sarde, dai fondali rocciosi alle praterie di posidonia — le foreste blu che tornano come filo conduttore in più appuntamenti del festival.
Sabato 29 agosto: la laguna raccontata da tre voci diverse
Sabato si apre alle 18.30 con Per un mare più vivo, incontro con Albano Salis, presidente della delegazione Marevivo Sud Sardegna. L’associazione opera nel Sulcis dal 2019 ed è cresciuta da venti a settanta volontari attivi, impegnati nella pulizia sistematica dei litorali dallo stagno di Sant’Antioco alle coste di Carbonia. Salis racconta l’esperienza di chi raccoglie ogni anno tonnellate di rifiuti dalle spiagge e discute di come la sensibilità dei cittadini resti la prima linea di difesa del mare. A seguire, il laboratorio creativo per famiglie Crea il tuo acquario con la pastasciutta.
La serata propone poi tre voci sulla stessa laguna. Alberto Bardi, pescatore e narratore noto come Lupo di Mare, apre alle 21 con Vivere d’acqua: la laguna vista dal mestiere di chi ci lavora ogni giorno. Alle 21.30 la biologa Sonia Cheratzu risponde con La laguna che cambia, analisi delle trasformazioni degli ecosistemi lagunari sardi e della pressione delle specie aliene, dal granchio blu in poi. Chiude alle 22.30 il geologo Luigi Sanciu con Fake Rock, carrellata sulle bufale geologiche più radicate in Sardegna e nel mondo.
Domenica 30 agosto: il Carnevale del Mare e la chiusura
L’ultima giornata è la più corale. Dalle 19 alle 21 prende il largo il Carnevale del Mare, festa in maschera aperta a bambini, genitori e chiunque voglia partecipare, con musica e costumi a tema marino. Le maschere fatte a mano, precisa il programma, saranno particolarmente gradite.
Alle 21 la biologa Silvia Cera presenta La Sardegna: una farmacia a cielo aperto per gli impollinatori, affondo sulla flora mediterranea e sul suo potenziale nello sviluppo di strategie antiparassitarie a basso impatto. Alle 22 sale sul palco Alosha, cantastorie di Sicilia, con Natura Composta: uno spettacolo che fonde narrazione, danza e parola poetica. Le coreografie dialogano con testi di Walt Whitman, Emily Dickinson, Bertolt Brecht e Giorgio Caproni, selezionati e interpretati da Paola Bontà. Chiude alle 22.30 l’archeologa Sara Porru con Archeologia per tutti, invito a guardare al patrimonio sepolto — sotto terra come sotto il mare — con la stessa curiosità divulgativa che ha attraversato le quattro serate.
Tutti gli eventi sono gratuiti. Il programma completo è su bigbluefestival.it.