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Astratto Organico: Henry Moore e cinque maestri della scultura del Novecento in mostra a Massa

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A quarant’anni dalla scomparsa di Henry Moore, il Museo Gigi Guadagnucci di Massa dedica all’artista britannico e ad altri cinque scultori internazionali una mostra che ricostruisce una stagione decisiva per la scultura del secondo dopoguerra. Astratto Organico apre al pubblico venerdì 31 luglio alle 18.30 a Villa Rinchiostra e resta visitabile fino al 7 ottobre 2026.

Il progetto, curato da Mirco Taddeucci con testi critici di Kevin McManus, riunisce 33 opere — di cui 4 inedite — di Henry Moore, Agustín Cárdenas, Antoine Poncet, Alberto Viani, Alicia Penalba e Maria Papa Rostkowska. Sei scultori di origini diverse, dal Regno Unito all’Argentina, dalla Svizzera alla Francia, dall’Italia a Cuba e alla Polonia, accomunati da una concezione della forma che trova nella natura la propria origine.

Un filo che passa per le Apuane

La selezione degli artisti non è casuale. Tutti, in modi e momenti diversi, hanno intrecciato il proprio percorso con la Toscana e con l’area apuo-versiliese, crocevia storico tra tradizione marmifera e avanguardia scultorea. Moore arrivò in Versilia nel 1957, un anno dopo aver ricevuto la commissione per Reclining Figure destinata alla sede UNESCO di Parigi. Da quel momento il legame con la regione si consolidò attraverso il lavoro con Henraux, le collaborazioni con Il Bisonte di Firenze e la storica mostra al Forte Belvedere del 1972.

Antoine Poncet trovò nei marmi apuani il materiale ideale per una scultura fondata sull’equilibrio tra astrazione e purezza delle forme. Augustín Cárdenas, formatosi all’Avana e attivo a Parigi dalla metà degli anni Cinquanta, sviluppò nei laboratori della Versilia una ricerca in cui natura e immaginazione si fondono in forme archetipiche. Maria Papa Rostkowska, tra le prime donne ad affermarsi nella scultura in marmo del dopoguerra in Versilia, incrociò in area apuana anche il percorso di Gigi Guadagnucci, il maestro a cui il museo è dedicato.

Il percorso espositivo: dalla soglia alle sale interne

La mostra si apre all’esterno con Fugue Lacustre, scultura monumentale in marmo rosa di Poncet collocata come soglia ideale dell’esposizione, in dialogo cromatico con la facciata di Villa Rinchiostra. L’opera introduce i temi centrali del percorso: la riduzione della forma naturale a struttura plastica essenziale, la continuità delle superfici, il rapporto tra peso materiale e slancio dinamico.

All’interno, l’itinerario procede per nuclei tematici piuttosto che in ordine cronologico. Le prime sale mettono a confronto le strutture vegetali ascensionali di Penalba — esemplificate da Cinq Ailes, dove il riferimento all’ala diventa principio plastico costruito su spinte verticali — con la sintesi animale di Papa Rostkowska in Poisson. Tra le opere esposte figurano anche un collage e un piccolo bronzo inediti di Penalba, insieme a una tela mai esposta di Papa Rostkowska che amplia la lettura del suo lavoro oltre la scultura.

La sala dedicata ad Alberto Viani introduce il corpo umano come nucleo di una progressiva sintesi plastica. In Nudo al sole, la figura non viene negata dall’astrazione ma trasformata in un organismo formale autonomo attraverso la continuità delle superfici e l’equilibrio dei volumi.

Il nucleo più ampio della mostra è riservato a Moore. Studi su carta e sculture come Draped Reclining Figure documentano i temi fondamentali della sua ricerca: la tensione tra massa e cavità, il dialogo tra anatomia, paesaggio e forme naturali. Gli studi preparatori permettono di seguire il processo attraverso cui le forme prendono corpo prima della traduzione scultorea.

Il percorso si chiude con Agustín Cárdenas. I gessi esposti — tra cui un bozzetto mai presentato al pubblico — mostrano il momento in cui l’idea si precisa prima del passaggio a marmo, bronzo o legno. Corpi, segni totemici e memorie naturali si traducono in profili essenziali e slanciati, dove la natura non è più modello riconoscibile ma principio generativo.

La voce del curatore

Mirco Taddeucci spiega la logica della mostra: La scultura del Novecento non procede soltanto per rotture formali, ma attraverso una lenta trasformazione del concetto stesso di figura. Dopo la crisi del monumento e della rappresentazione mimetica, il corpo, la natura e l’oggetto non scompaiono: vengono ridotti a nuclei plastici, a strutture primarie, a presenze sospese tra astrazione e riconoscibilità. Il titolo, aggiunge il curatore, tiene insieme due spinte apparentemente opposte: l’allontanamento dalla figura e la persistenza del vivente. È proprio da questa tensione che nasce una parte decisiva della scultura che osserviamo in mostra: non dalla mimesi, ma dalla capacità di riconoscere nel corpo umano, nel mondo animale e vegetale, nelle ossa, nelle ali, nei semi, nelle conchiglie una sorgente di energia formale.

Continuità con la stagione 2025

La mostra si inserisce in un progetto culturale di lungo termine avviato dal Comune di Massa. Dopo il successo di Gigi Guadagnucci Gio’ Pomodoro, Conversazione sulla natura, tenutasi nel 2025, l’amministrazione conferma la volontà di consolidare Villa Rinchiostra come polo di riferimento per la scultura del Novecento a livello nazionale e internazionale.

Astratto Organico è promossa dal Comune di Massa e organizzata da Not Titled Yet, con la collaborazione della Henry Moore Foundation, dell’Atelier Antoine Poncet, della Il Bisonte Foundation for Art & Printmaking, della Fondazione Henraux e della Fondazione Ragghianti.

Informazioni pratiche

Astratto Organico è visitabile dal 31 luglio al 7 ottobre 2026 al Museo Gigi Guadagnucci, Villa Rinchiostra, Via dell’Acqua 175, Massa. L’ingresso è gratuito per le categorie indicate sul sito. Informazioni e orari su museoguadagnucci.it.

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