10: HANDANOVIC, DE SANCTIS, VIVIANO: Giornata da portieri, da Uomini Ragno, da numeri uno. Neutralizzano rigori, tiri ravvicinati, conclusioni a botta sicura. Respingono tutto regalando punti d’oro a Napoli, Bologna e Udinese. Poco importa che siano vecchi marpioni come De Sanctis o giovani promesse come Viviano: è la loro giornata. Insuperabili
9: RONALDINHO: La prima tripletta in Italia per proiettarsi al D-Day contro l’Inter. Non è quello dei tempi d’oro di Barcellona, ma in alcuni sprazzi lo ricorda. E basta e avanza per rilanciarsi anche in ottica mondiale. Rinato
8: CHIEVO: Di Carlo ha detto che dopo tanti tentativi sfortunati, era giunto il momento di battere una grande. Se la Juve si è fatta piccola piccola, il merito è anche della truppa gialloblu, figlia di una logica semplice ma efficace. Meglio pochi e sani che tanti e rotti, meglio stare zitti, correre e lottare su ogni pallone che riempirsi la bocca di progetti per poi apparire imbalsamati in campo. Genuinamente di successo.
7: TONI e DONI: Li davano per cotti e stracotti: uno si è ripreso la sua Atalanta, l’altro con una doppietta ha rimesso a posto la media reti: due partite, due gol. Il romanista doveva essere travolto dalla valanga dei giovani bomber di successo; continuando così li rimetterà tutti in riga lasciandoli con le valigie in mano mentre lui volerà in Sudafrica. Sette vite.
6: NAPOLI & PALERMO: Da studenti diligenti osano per un pò tempo per poi accontentarsi di non farsi male. Per il momento basta una sufficienza per non rovinare la pagella dopo un primo quadrimestre tutto in crescendo. Verso l’Europa con saggezza.
5: GILARDINO: Giornata maledetta per colpa della sorte, di Viviano e anche sua. Perchè il vero Gila metterebbe la firma sul tabellino marcatori almeno un paio di volte ed invece sbaglia mira con irriconoscibile continuità. Polveri bagnate.
4: MICCOLI: Sbaglia nel calciare il rigore, sbaglia nel farsi prendere dall’egoismo e sbaglia nel lamentarsi quando Delio Rossi lo richiama in panchina. Se è vero che sbagliando s’impara, i prossimi avversari del Palermo dovranno tremare. Per ora, però un esamino di coscienza non sarebbe fuori luogo. Nervosetto.
3: LAZIO: Non pervenuta. A Bergamo, la banda di Ballardini si dimentica di uscire dagli spogliatoi perdendo senza colpo ferire. Uno sciopero bianco quando la classifica non invitava al relax. Fannulloni.
2: JUVE: Allegramente verso il baratro. Non segna perchè per segnare bisognerebbe tirare. E rombo o non rombo, i bianconeri non riescono ad arrivare una volta alla conclusione. Certo che se l’uomo della provvidenza si chiama Paolucci, qualcosa non torna. Ferrara non molla, la società pretende rispetto e i giocatori chiedono tempo. Intanto la classifica collassa. Ma assumersi le proprie colpe e ammettere di aver fallito è così impensabile? In crisi esistenziale.