Decine di sedie a rotelle vuote, e altrettanti cartelli in piazza Bra a Verona, stamattina, sabato 31 ottobre, a rappresentare malati, disabili, anziani e cittadini fragili che chiedono a uno Stato civile, e degno di chiamarsi tale, più cure, più diritti, più dignità, e che invece si vedono offrire una cinica scorciatoia verso la morte, come quella prevista dalla legge sul fine vita approvata dal Veneto lo scorso 2 settembre. È l’immagine scelta da Pro Vita & Famiglia e dall’associazione Family Day per il sit-in con cui le due realtà hanno chiesto alla premier Giorgia Meloni di dare mandato all’Avvocatura dello Stato, tramite il Consiglio dei ministri, per impugnare la norma davanti alla Corte costituzionale entro il 9 novembre, termine ultimo per il ricorso del Governo.
“Gli elettori veneti non avevano votato questa maggioranza guidata dal presidente Alberto Stefani per veder approvata una legge ‘ammazza-ammalati’, che non è solo disumana ma anche incostituzionale”, ha dichiarato Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita & Famiglia. “Ed è vergognoso averla anche solo pensata, quando in Italia – ha aggiunto – due adulti su tre che avrebbero diritto alle cure palliative non le ricevono, e in Veneto circa un malato su due resta senza. Praticamente lo Stato prima abbandona i nostri malati e poi offre loro il veleno come soluzione e chi – come Canada, Belgio e Olanda – ha già percorso questa strada ora deve fare i conti con una deriva drammatica, dove i morti per eutanasia sono anche disabili, depressi, malati psichiatrici, giovani e persino bambini. La dignità non dipende dalla salute né dalla produttività, e una vita non vale meno di altre perché fragile. Purtroppo – ha continuato Ruiu – costa meno avvelenare che curare, ma noi oggi siamo qui in piazza per rifiutare questa logica”.
“Oggi manifestiamo il nostro dissenso nei confronti di una legge che rende di fatto legale e facilita una pratica vergognosa e incivile come quella del suicidio medicalmente assistito, qui in Veneto resa possibile dall’approccio radicale di Luca Zaia. Ecco perché chiediamo al Parlamento di non legiferare in materia e al Governo di proseguire sulla strada già intrapresa impugnando le leggi di Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna. Il Veneto non può fare eccezione”, ha invece dichiarato Massimo Gandolfini, presidente dell’associazione Family Day. “Le persone sofferenti – ha aggiunto – hanno bisogno di cura, di accompagnamento, di medicina palliativa, di sentire un popolo vicino a loro che le accompagna nel momento del dolore. Oggi il popolo della Vita manifesta contro la cultura della morte e dello scarto perché non si elimina la sofferenza uccidendo il sofferente e ci opponiamo con grande forza e determinazione a ogni tipo di legge in tale direzione”.