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Aria nelle aule scolastiche: 8 classi su 10 bocciate. I consigli degli esperti per respirare meglio a scuola

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Otto aule su dieci non superano il test. Nelle classi con ventilazione naturale, i livelli di anidride carbonica superano la soglia di 1.000 ppm nell’81% dei casi: è quanto emerge da una revisione sistematica pubblicata nel 2024 sulla rivista Buildings, che ha analizzato 2.444 aule in tutto il mondo. Un dato che racconta un problema strutturale, non un’eccezione, e che in Italia ha spinto alla nascita di un progetto dedicato proprio alla qualità dell’aria nelle scuole.

Aprire le finestre per cambiare aria non basta più: le tecnologie fotocatalitiche possono integrare efficacemente i sistemi di ventilazione tradizionali, contribuendo al benessere di studenti e personale scolastico, soprattutto ora che la stagione influenzale è alle porte, afferma il professor Angelo Del Favero, coordinatore del comitato scientifico di REair e già direttore generale dell’Istituto Superiore di Sanità.

Quanto tempo si trascorre a scuola — e perché l’aria conta

Secondo il rapporto Education at a Glance 2025 dell’OCSE, nei Paesi membri si trascorrono in media 7.642 ore a scuola durante gli anni di istruzione primaria e secondaria inferiore. Un tempo enorme, che rende la qualità degli ambienti scolastici una questione di salute pubblica, non solo di comfort.

A confermarlo è uno studio pubblicato nel 2026 sul Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology, che ha seguito 45.428 studenti statunitensi per sette anni scolastici, dal 2016 al 2023, in 45 scuole sottoposte a interventi di riqualificazione. Le stime indicano che migliorare gli edifici e rispettare le raccomandazioni sulla ventilazione potrebbe ridurre di oltre un terzo le assenze per malattie respiratorie.

La revisione del 2024 su Buildings aggiunge un elemento ulteriore: nelle aule con ventilazione naturale, la concentrazione mediana di CO₂ raggiunge 1.487 ppm, ben oltre la soglia di riferimento. E l’anidride carbonica non è l’unico problema. Gli stessi ambienti mostrano correlazioni con la presenza di particolato PM, composti organici volatili e contaminanti biologici come batteri, muffe e funghi.

In Italia, il quadro normativo si è aggiornato: il 14 maggio 2026 è entrata in vigore la norma UNI 12016:2026, che definisce i requisiti degli impianti di ventilazione meccanica nelle scuole, con attenzione alla qualità dell’aria indoor e all’efficientamento energetico.

La Scuola che Respira: il progetto partito dalla Lombardia

È in questo contesto che REair, azienda italiana cleantech parte del Gewiss Group specializzata in tecnologie fotocatalitiche, ha lanciato La Scuola che Respira. Il progetto punta a migliorare la qualità dell’aria nelle scuole italiane, partendo dalla Lombardia — dove le sedi scolastiche statali e paritarie sono 7.687 e accolgono oltre 1,3 milioni di alunni — per poi estendersi su scala nazionale.

I benefici potenziali riguardano la salubrità degli ambienti e la riduzione dei costi di manutenzione, ma non si limitano al contesto scolastico. Migliorare la qualità degli ambienti significa anche contribuire a contenere le ricadute delle malattie respiratorie sulla vita quotidiana: alle assenze degli studenti, ma anche del personale docente, si aggiungono le giornate di lavoro perse dai genitori per assistere i figli malati, con conseguenze che coinvolgono le famiglie e, più in generale, la collettività, spiega Raffaella Moro, presidente e fondatrice di REair.

Il progetto ha preso il via nel 2020 con una sperimentazione all’Istituto Gonzaga di Milano, dove sono stati trattati 24.000 metri quadri di superfici, incluse mense e palestra. Da allora gli interventi si sono estesi ad altre scuole lombarde — tra cui l’Istituto Cavalleri di Parabiago, l’Istituto Bellisario di Inzago e l’Istituto Montessori di Varese — e hanno raggiunto anche Piemonte, Toscana e Roma, con interventi presso la Scuola G. Falcone di Santena, l’Istituto Spinelli di Scandicci e l’Università Telematica Unitelma Sapienza.

Ad oggi gli interventi coprono circa 44.000 metri quadri di superfici. Secondo le stime teoriche, il trattamento con REair Original Plus corrisponderebbe a una riduzione di 6.550 kg di ossidi di azoto all’anno: un risultato equivalente alle emissioni annue di circa 9.097 auto a benzina Euro 6.

Come funziona la fotocatalisi e perché la ventilazione da sola non basta

La ventilazione meccanica è necessaria, ma non sufficiente. Il punto, spiega Del Favero, è che il ricambio d’aria non agisce sulle fonti di contaminazione presenti sulle superfici. Le tecnologie fotocatalitiche, invece, trasformano le pareti stesse in elementi attivi: applicate correttamente in aule, corridoi, mense, palestre e servizi igienici, possono ridurre fino all’80% i principali inquinanti presenti sulle superfici.

Le superfici diventano parte attiva nel processo di riduzione degli inquinanti, contribuendo a migliorare la qualità dell’aria indoor e a rendere gli ambienti più salubri per bambini, ragazzi e personale scolastico, conclude Del Favero.

Cinque consigli per migliorare l’aria in classe

Gli esperti di REair indicano cinque azioni concrete per chi gestisce o frequenta gli ambienti scolastici. La prima è arieggiare con regolarità: aprire le finestre durante le pause e tra una lezione e l’altra favorisce il ricambio d’aria, soprattutto nelle aule a ventilazione naturale, dove i livelli di CO₂ superano spesso le soglie di riferimento.

La seconda riguarda la manutenzione: filtri e condotti dei sistemi di ventilazione meccanica vanno controllati con continuità, perché senza manutenzione perdono efficacia e non garantiscono il ricambio d’aria previsto dalla norma UNI 12016:2026. La terza è il monitoraggio costante della qualità dell’aria nelle aule e negli spazi più frequentati, come mense e palestre.

Il quarto consiglio è eseguire controlli periodici tramite bioluminometro per valutare la presenza di microorganismi sulle pareti. Il quinto, infine, riguarda la formazione: informare studenti, famiglie e personale scolastico sull’importanza di una gestione consapevole degli spazi è parte integrante di qualsiasi strategia per ambienti più salubri.

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