Il 22 febbraio 2021, nei pressi di Goma, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, un commando assalta un convoglio del Programma alimentare mondiale (‘Pam’) e nell’attentato perdono la vita l’ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista Mustapha Milambo. A ricostruire la vicenda, a oltre cinque anni dai fatti, è ‘L’Ambasciatore. La morte di Luca Attanasio tra verità e giustizia’, il libro a cura di Pierfrancesco Majorino, consigliere regionale della Lombardia, membro della segreteria nazionale del Partito Democratico ed ex parlamentare europeo, e il giornalista e comunicatore Daniele De Luca, pubblicato da Zolfo Editore, che ricostruisce gli eventi di quel giorno, le indagini e i passaggi giudiziari che si sono susseguiti negli anni, dando voce a chi continua a chiedere che venga fatta piena luce sull’accaduto. Il volume, da oggi in libreria, racconta anche chi era Luca Attanasio, un diplomatico che aveva scelto di vivere il proprio incarico andando oltre i protocolli e le relazioni istituzionali, dedicando particolare attenzione alle persone e alle comunità più fragili.
Un impegno che portava avanti anche insieme alla moglie Zakia Seddiki, attraverso progetti umanitari a sostegno della popolazione congolese. Accanto al ricordo dell’ambasciatore, il libro affronta i molti interrogativi che ancora accompagnano la sua morte: dalle circostanze dell’agguato alle misure di sicurezza adottate durante la missione, fino alle difficoltà incontrate nelle indagini e nei procedimenti giudiziari. Questioni tornate di attualità anche dopo la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura di Roma nel settembre 2026 nell’ambito di una tranche di indagine. “In tanti vogliono archiviare questo caso. Noi no”, scrive infatti Pierfrancesco Majorino nell’introduzione al volume. Parole che riassumono il senso del libro e la volontà di continuare a cercare la verità, affinché il ricordo delle tre vittime non si esaurisca nelle commemorazioni. Uno spazio importante è inoltre dedicato alla famiglia Attanasio e alla sua lunga battaglia per la verità. Nell’intervista contenuta nel volume, Salvatore Attanasio, padre di Luca, ripercorre questi anni, il dolore per la perdita del figlio e la determinazione a non arrendersi di fronte alle tante domande rimaste aperte. Come afferma nel libro Salvatore Attanasio “è veramente difficile da spiegare cosa sento oggi, a oltre cinque anni dalla morte di Luca. Non possiamo dire che lo Stato ci abbia del tutto abbandonati, ma per quanto attiene la parte giudiziaria, la ricerca di verità e giustizia, sì. È inspiegabile che lo Stato sia rimasto inerme”. “L’omicidio di un Ambasciatore non è un fatto di cronaca, è un attacco allo Stato, al Paese. E lo Stato ha il dovere di intervenire per l’assassinio di un suo diretto rappresentante”, ha continuato convinto che “lo Stato aveva un obbligo morale nel farsi parte civile per l’assassinio di un suo alto funzionario”.
Non si arrende e continua a cercare la verità anche Dario Iacovacci, fratello del carabiniere Vittorio: “Lo Stato italiano era ed è l’unico soggetto che può far luce pienamente su quanto accaduto e adoperarsi fino in fondo perché si arrivi alla verità e alla giustizia rispetto alla morte di mio fratello. Ma non ha ancora fatto nulla. E non si sa il perché”, afferma nella testimonianza contenuta nel libro. Nel volume anche i contributi dei giornalisti Luca Attanasio, Tony Capuozzo e Giusy Baioni, di Giuseppe Augurusa, Marco Lombardo e Susanna Camusso e a una conversazione con Rocco Curcio, avvocato della famiglia Attanasio. “Un libro – si legge nella presentazione – che non vuole lasciare che questa storia venga archiviata e che pone alle istituzioni una domanda scomoda: perché non si è fatto tutto il possibile per dare giustizia a chi rappresentava il nostro Paese con coraggio e umanità?”.