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Teatro Elicantropo di Napoli: al via la stagione 2026/2027 con Eduardo De Filippo e dodici spettacoli

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Venerdì 30 ottobre il Teatro Elicantropo di Napoli alza il sipario sulla sua trentunesima stagione teatrale, dedicata agli attori Davide Cristiano e Mario Santella, agli amici Andrea Falasconi, Enrico Grieco e Alberto Martini, e al popolo palestinese. Ad aprire il cartellone è Il Monumento di Eduardo De Filippo, portato in scena dagli allievi del Laboratorio di Studi Eduardiani. L’ingresso è gratuito.

Il teatro, che opera nel seicentesco complesso dei Gerolomini, conferma per il sesto anno consecutivo il filo conduttore della programmazione: La ricerca del tragico ritrovato, un’indagine sul senso delle tragedie che attraversano l’esistenza contemporanea. In un mondo segnato da guerre, repressioni e disuguaglianze, afferma il direttore artistico Carlo Cerciello, il Teatro Elicantropo continua a fare della cultura una forma di resistenza. Da trentun anni offre spazio ai giovani, alle compagnie meno tutelate e alla sperimentazione artistica.

Il Monumento, prodotto da Anonima Romanzi Teatro Elicantropo in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo, è un’opera nera e crepuscolare: Eduardo, nel 1970, smonta la retorica del monumento militarista trasformandolo in rifugio per un’umanità smarrita. In scena un ensemble di giovani attori, con la regia di Carlo Cerciello.

Novembre: Tarantino, Ritrovato e Marilyn Monroe

Il mese di novembre porta tre proposte distinte. Il 13 debutta Barabba di Antonio Tarantino, opera inedita del 2010 interpretata da Silvio Barbiero: quasi interamente in versi, il testo dà voce a un personaggio di ascendenza evangelica che incarna il bisogno di salvezza e la nostalgia di un fondamento. Dal 20 novembre è la volta di Alienate, scritto e interpretato da Francesca Ritrovato con la collaborazione artistica di Alfonso Postiglione.

Dal 27 novembre arriva Nuda, omaggio a Marilyn Monroe di e con Rosalba Di Girolamo, per la regia di Fulvio Cauteruccio. Lo spettacolo prende a prestito l’icona del Novecento per denunciare le forme dell’abuso e dare voce a chi non è stato consegnato all’immortalità.

Dicembre: Kafka, la mafia e Antigone

Dicembre si apre il 4 con Mutu di Aldo Rapè, regia di Lauro Versari: la storia di due fratelli, un prete e un mafioso, che usano la chiesa e la criminalità organizzata come pretesto per raccontare la solitudine e il vuoto esistenziale. Dall’11 dicembre Clara Galante porta in scena Antigone non muore di Elvira Buonocore, riscrivendo il mito: un’Antigone ancora viva, secoli dopo, che tenta di liberarsi dal peso dell’eredità familiare e delle migliaia di interpretazioni accumulate nel tempo.

Dal 18 dicembre chiude il mese Linee di fuga di e con Nicola Tartarone, liberamente ispirato a La tana di Franz Kafka. Un docente di architettura che usa la razionalità per contenere il caos interiore, fino a quando la sua costruzione si incrina e l’aula si trasforma in labirinto mentale.

Da gennaio ad aprile: il secondo tempo della stagione

Il nuovo anno si apre il 22 gennaio con Satnam di Mario Gelardi, con Anna De Stefano e Domenico Quattroventi, regia di Gennaro Maresca. Lo spettacolo si ispira alla vicenda di Satnam Singh, bracciante morto nel giugno 2024 dopo un infortunio sul lavoro e il successivo abbandono da parte del datore di lavoro: un atto d’accusa contro lo sfruttamento e il lavoro nero.

Febbraio è dedicato a Enzo Moscato, autore cardine della scena napoletana contemporanea. Dal 5 febbraio va in scena Trianon, progetto di Mariachiara Falcone, Cecilia Lupoli e Imma Villa. Dal 19 febbraio è la volta di Scannasurice, il testo che nel 1982 segnò il debutto di Moscato come autore e interprete: un femminiello dei Quartieri Spagnoli che parla con i topi in un’alternanza di imprecazioni, filastrocche e antiche memorie. In scena Imma Villa, regia di Carlo Cerciello.

Il 12 marzo arriva dalla Francia Tutte queste fragili ossa qui riunite, spettacolo di marionettismo scritto e diretto da Valentina Sanseverino: un viaggio intimo e politico sul lutto per uno sconosciuto, sulla visibilità delle persone ai margini. Dal 19 marzo Salmoni di e con Walter Cerrotta e Giorgia Conteduca porta in scena una distopia sul capitalismo della sorveglianza, tra stereotipi di genere e intelligenza artificiale che guida e sorveglia i protagonisti.

Ad aprile, dal 2, la Fondazione Gaber propone Gaber sotto le stelle di e con Valentina Luporini, figlia di Sandro Luporini: un confronto diretto con il repertorio del teatro-canzone e con l’eredità intellettuale di Giorgio Gaber. A chiudere la stagione, dal 10 aprile, Cantare il disincanto di e con Canio Loguercio, viaggio in parole e musica nel disagio e nella malinconia della canzone d’autore italiana degli anni Sessanta.

Il Laboratorio e la formazione

Parallelamente alla stagione, prosegue il Laboratorio Teatrale Permanente Elicantropo, diretto da Carlo Cerciello: un percorso triennale che ha formato centinaia di allievi, oggi attori e registi attivi in Italia e all’estero. Continua anche il progetto degli Studi Eduardiani, in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo, e il Perfezionamento Professionale per Attori 2026/2027, rivolto a chi ha completato il triennio o a professionisti selezionati, con seminari e stage condotti da maestri di livello nazionale e internazionale.

Gli spettacoli si tengono dal giovedì al sabato alle 20.30 e la domenica alle 18.00. Informazioni e prenotazioni su www.teatroelicantropo.com.

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