“Il lockdown ha salvato moltissime vite. Io sono pro vaccini: come tutti i farmaci, hanno effetti avversi. Io ho servito il paese, contro di me una macchina del fango”. Roberto Speranza, ministro della Salute durante l’emergenza coronavirus, è stato ascoltato oggi dalla Commissione Covid. Nell’audizione, sono stati affrontati numerosi temi: dal lockdown alle misure di contrasto all’epidemia, dai vaccini al ruolo della commissione.
“Le chiusure, il cosiddetto lockdown, sono state fondamentali per la sicurezza sanitaria di moltissime persone. Siamo stati i primi a doverle applicare in occidente. Secondo lo studio del 2020 dell’Imperial College pubblicato su Nature, sono 630 mila le persone salvate solo con il primo lockdown. Poi è stato creato il sistema a colori con monitoraggio per evitare ulteriori chiusure generalizzate. Il nostro Paese ha visto un generale rafforzamento in termini di dotazioni sanitarie, anche grazie al lavoro della struttura commissariale prima con Arcuri e poi con Figliuolo“, dice Speranza.
Sbaglia chi dice che ai cittadini venisse raccomandata la soluzione ‘Tachipirina e vigile attesa‘ nella fase cruciale della pandemia. ‘Tachipirina e vigile attesa‘ è una locuzione su cui è stata costruita una “grande operazione di propaganda”, per Speranza. Dimenticando “il resto” perché le circolari messe in campo in pandemia “sono state tre” redatte da tecnici esperti come “Andrea Urbani e Gianni Rezza“. Stiamo parlando di “circolari che indicano tutta una serie di modalità per gestire i pazienti pauci sintomatici”. Le persone che hanno “scritto queste pagine hanno usato le evidenze scientifiche del momento”, dice rispondendo alla deputata Alice Buonguerrieri, di Fratelli d’Italia, con la quale c’è un lungo battibecco sia nel merito che nelle modalità di confronto.
Speranza legge “cinque pareri molto autorevoli che ci dicono che le circolari contenevano tutte le indicazioni scientifiche delle linee guida internazionali conosciute al momento in cui sono state scritte”. L’ex ministro sottolinea che le “circolari non le scrive il ministro che dà la linea politica ma i tecnici” ma spiega di “voler difendere il lavoro di questi esperti di qualità e grandi servitori dello stato”, augurandosi che “si esca da questa lunga propaganda su queste due parole”.
Capitolo vaccini: “Io sono pro vaccini e lo dimostro con i numeri degli studi che ho presentato. Ma io sono il primo a dire che purtroppo, come tutti i farmaci, ci sono degli effetti avversi. E a questi bisogna dare una risposta”. E per questo “ho messo i soldi, 150 milioni per i danneggiati da vaccino. Se non avessi avuto consapevolezza dei rischi, non avrei stanziato fondi. I vaccini, ribadisco, hanno salvato l’Italia e il mondo”. Speranza ricorda di essere stato additato come “il nemico” e di essere stato sottoposto a “una macchina del fango”, con minacce che hanno coinvolto anche la sua famiglia.
“Ho servito Paese con disciplina ed onore mettendo sempre al primo posto l’interesse esclusivo della Nazione. Ho dato tutte le energie di cui disponevo. Senza mai risparmiami. E’ stata una stagione difficilissima. Ma il Paese ha retto. Ha trovato dentro se stesso la forza per reagire, rispondere, organizzarsi e uscire dall’emergenza. Gratitudine infinita al personale sanitario, agli scienziati, ai funzionari del ministero della salute come di ogni altra struttura pubblica periferica e centrale. Gratitudine a tutti quelli che hanno continuato a lavorare anche nei momenti più bui e che hanno garantito la tenuta del Paese. Gratitudine a tutti quelli che hanno rispettato le regole e con i loro comportamenti e con i loro sacrifici hanno salvato vite umane”, afferma.
“L’unico obiettivo di questa commissione è apparso, troppo spesso, quello di colpire malamente i propri avversari politici. E provare a raccogliere qualche consenso di gruppi negazionisti e antiscientifici. Spero che oggi mi farete ricredere ma ho visto come le stesse domande che alcuni commissari rivolgono agli auditi servono più a pubblicare qualche video sui social che a rafforzare la nostra capacità di risposta alle sfide che ci attendono per il futuro. Questo dovrebbe essere, invece, l’unico obiettivo condiviso di una commissione istituzionale. Vi segnalo solo per opportuna consapevolezza che è già molto robusta la macchina del fango che alimenta odiatori (on line ma non solo) a cui sono ormai abituato con minacce continue che non si sono mai fermate in questi anni alla vita mia e anche purtroppo a volte dei miei familiari”, dice.
Secondo Speranza “ciò che pesa di più è la distanza tra la durezza di un momento unico della storia del Paese e la pochezza di una polemica politica che non si è mai fermata dinanzi a nulla. L’enormità di una vicenda di portata epocale da una parte e l’esigenza di prendere qualche like su un post dall’altra parte. Ma voglio restare iscritto al club degli incorreggibili ottimisti. Politica e istituzioni sono altro e restino altro. Papa Francesco disse: ‘peggio di questa crisi c’è solo il rischio di sprecarla’. Mi chiesi come è possibile. Aveva ragione. Ma io non mi stancherò mai di ripeterlo. Non dobbiamo sprecarla. E voglio comunque restare ottimista”, conclude.