Albasax ha scelto un numero preciso per raccontare una storia d’amore che finisce. Centoquarantamila: le stime delle vittime di Hiroshima entro il dicembre 1945, ma anche le scuse ripetute all’interno di una relazione destinata a implodere. Hiroshima, il nuovo singolo del musicista romano, è disponibile dal 20 ottobre ed è il secondo capitolo di ACTVS PRIMVS, il progetto artistico e teatrale in costruzione.
Nel videoclip, concepito come un cortometraggio interamente in bianco e nero, Daniele Dominici — questo il nome anagrafico dietro il progetto — interpreta J. Robert Oppenheimer, il fisico che diresse il laboratorio di Los Alamos e guidò lo sviluppo delle prime bombe atomiche. Di fronte a lui c’è Giorgia Carletti, chiamata a impersonare Hiroshima: una città che diventa donna, corpo, presenza scenica e destinataria delle conseguenze di un errore.
Un numero reale in una storia immaginaria
Il collegamento tra tragedia storica e rottura sentimentale è dichiarato e intenzionale. Le scuse ripetute in una relazione diventano il punto di contatto con una catastrofe nella quale chiedere perdono non ha potuto riparare nulla. Dopo scuse chieste 140.000 volte, canta Albasax, e quella cifra porta con sé il peso di una data precisa: il 6 agosto 1945, ore 8:15, quando la bomba atomica statunitense colpì Hiroshima.
Il brano non equipara il dolore di una separazione alla distruzione di una città. Il collegamento riguarda il meccanismo della responsabilità: la possibilità di riconoscere un errore quando le sue conseguenze sono già fuori controllo. Viviamo in un periodo storico in cui assistiamo ogni giorno alle conseguenze di decisioni che distruggono vite, città e intere generazioni, afferma l’artista. Con Hiroshima ho voluto raccontare qualcosa che, in proporzioni completamente diverse, riguarda anche la nostra vita privata: la facilità con cui ripetiamo gli stessi errori, pur conoscendone le conseguenze.
Nel testo torna ossessivamente il grido Mayday, Mayday, la richiesta internazionale di soccorso. Un segnale che continua a risuonare mentre i protagonisti si avvicinano a un punto di rottura sempre meno evitabile. L’esplosione è il momento verso cui tutto precipita, ma il centro del racconto è ciò che accade prima: la successione di scelte, esitazioni e responsabilità che rende possibile la catastrofe.
Drammaturgia shakespeariana e Dramatic Pop
Con Hiroshima, Albasax prosegue il percorso che ha definito Dramatic Pop: una proposta nella quale scrittura musicale, interpretazione vocale, recitazione, coreografia e racconto cinematografico vengono concepiti come parti di una stessa opera. La componente teatrale, già presente nel precedente singolo Follie di Joker, assume qui un rilievo ancora maggiore.
L’estetica del nuovo capitolo è interamente costruita sul bianco e nero. La sottrazione del colore accentua il contrasto tra luce e ombra, il disegno dei corpi, i costumi e la gestualità dei personaggi, definendo l’atmosfera dark-noir della produzione. Il riferimento dichiarato è Bruce Wayne, con il suo immaginario notturno ed elegante, attraversato dal conflitto tra identità pubblica e tormento interiore. Un’influenza che Dominici inserisce nella costruzione di Drama City, lo spazio narrativo nel quale prendono forma i personaggi di ACTVS PRIMVS.
Per il videoclip, Albasax ha ideato e disegnato personalmente il proprio make-up teatrale, successivamente realizzato dalla make-up artist Ester Lo Bianco. I riferimenti dichiarati sono David Bowie e Prince, artisti che hanno attribuito al costume e alla trasformazione scenica un ruolo essenziale nella propria ricerca, al pari della voce e della musica. Un corpo di ballo con maschere protettive antiradiazioni completa la coreografia, inserendo un ulteriore richiamo all’immaginario nucleare. Le coreografie e la direzione artistica portano la firma congiunta di Daniele Ingrassia e dello stesso Albasax.
Il sassofono contralto diritto e la famiglia dei sei sax
Tra gli elementi della produzione compare uno Straight Alto Sax, un sassofono contralto dal corpo diritto, variante assai meno comune rispetto al tradizionale contralto ricurvo. Albasax lo ha scelto per la timbrica penetrante e per il profilo dello strumento, capace di entrare con naturalezza nella dimensione post-apocalittica del brano.
Dominici è diplomato in sassofono jazz al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Il suo lavoro riunisce i sei principali membri della famiglia del sassofono — sopranino, soprano, contralto, tenore, baritono e basso — inserendoli in una produzione che attraversa pop, elettronica e performance teatrale. Gli studi magistrali in Scritture e produzioni per lo spettacolo hanno affinato la sua capacità di trasferire gli strumenti della drammaturgia nel lavoro musicale.
Da Oppenheimer al secondo atto di ACTVS PRIMVS
Il primo capitolo del progetto, Follie di Joker, raccontava la difficoltà di riconoscere e accettare ciò che si tende a nascondere agli altri, trasformando la maschera in uno strumento di rappresentazione delle proprie fragilità. Con Hiroshima il racconto si sposta sulla relazione tra due individui e sulle conseguenze delle loro scelte. Alla maschera del Joker subentra la figura storica di Oppenheimer; all’incontro con sé stessi segue il confronto con ciò che le proprie azioni producono su un’altra persona.
I cori sono affidati alla vocal coach Monica Magnani, già coinvolta nel capitolo precedente. L’intenzione dichiarata è sviluppare un linguaggio scenico nel quale ogni nuovo brano occupi un posto all’interno di una storia più ampia, costruita per raggiungere palchi e festival internazionali.
Nel 2025 ricorrono ottant’anni dai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Le questioni storiche e morali sollevate dallo sviluppo e dall’impiego delle armi nucleari continuano a riguardare il presente. Credo che assumersi la responsabilità delle proprie azioni significhi soprattutto questo: imparare a riconoscere il danno che possiamo provocare, prima che diventi irreparabile, conclude Albasax. Al centro della canzone rimangono un uomo, una donna e una relazione che non riesce più a sopravvivere agli errori commessi. Ogni tragedia possiede un momento nel quale il suo esito potrebbe ancora essere diverso. È quel momento, prima che sia troppo tardi, che il musicista romano sceglie di raccontare.