“Ho visto 15 attrici prima di Pilar Fogliati, non era tra le mie scelte. Poi si è proposta con un provino che è stato sorprendente. Si è resa subito disponibile a rinunciare a tutto il suo repertorio che l’ha resa famosa, via le facce, via le voci…”. Così Francesco Bruni parla della protagonista del suo film ‘Il profilo dell’altra’, che presenta in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. Un ruolo inedito per la giovane attrice che sul suo personaggio dice: “C’è una forte parte di me che ha delle sfumature simili a quelle di Antonia, so di avere delle somiglianze con lei che ha questa libertà di non dover conquistare sempre tutti”.
Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Irene Graziosi (pubblicato in Italia da Edizioni E/O), il film segue due amiche: Antonia e Cecilia (interpretata da Ginevra Francesconi), diversissime tra loro. La prima è una trentenne che pochi anni fa ha pubblicato un libro molto apprezzato ma poi, senza una spiegazione, ha smesso di scrivere e ora fa la cameriera in un bar di Milano. Mentre la seconda è una diciottenne della Milano-bene, ma è anche una content creator con milioni di follower e una nonna elegante e severa che la segue nella sua inarrestabile ascesa sui social. Le due svilupperanno una relazione profonda, conflittuale eppure simbiotica, che le cambierà entrambe radicalmente. “Il libro di Irene Graziosi l’ho sentito nelle mie corde perché proponeva un confronto fra due personaggi, insomma ‘la strana coppia’ su cui ho lavorato anche in ‘Scialla’ e in ‘Tutto quello che vuoi’“, ha detto Bruni. “Da un lato sentivo di andare verso un terreno a me molto conosciuto e dall’altro su un terreno a me del tutto ignoto, che è Milano, il femminile. Non sono mai uscito dal Gra con i miei film, questa volta l’ho fatto”.
Quella di Bruni è una storia di amicizia, di identità, di sguardi femminili ma anche una riflessione sui social: “Li uso in modo molto discreto, più da spettatrice, per lavoro ma sono molto riservata. Questo ruolo mi ha fatto scoprire un mondo”, ha detto la Francesconi, che ha aggiunto: “Credo nel valore dei social, devo forse entrarci ancora in sintonia, devo capirli”. Mentre Fogliati si è detta “la peggior fruitrice sui social perché non posto tanto ma guardo tanto. Ci passo del tempo – ha ammesso – però mi rendo conto di sapere delle cose che non ho voglia di sapere, di avere delle informazioni che non ho bisogno di avere”. Nel film “raccontiamo un mondo di finzione dove c’è un sacco di verità, quella narrazione tipica per cui ‘è tutto finto quello che vedi’, ma c’è anche l’altra faccia della medaglia. Quel discorso ‘influencer, ma che lavoro è, ma andate a lavorare’ a me non piace per niente. I lavori si trasformano nel tempo, mi sembra che la pubblicità si sia spostata lì, quindi credo ci sia sempre un modo diverso di guardare questi mestieri nuovi, non ho quel pregiudizio che ha Antonia, che poi alla fine cambia un po’ idea”, ha concluso l’attrice romana.