Una notte in hotel produce 22,1 kg di CO₂ equivalente per persona. Una notte in area di sosta con un camper furgonato ne produce 1,8. Il rapporto è quasi uno a dieci, e arriva da uno studio dell’Ifeu, istituto tedesco per la ricerca sull’energia e sull’ambiente tra i più accreditati in Germania. I dati, presentati da Assocamp — l’Associazione Nazionale Operatori Veicoli Ricreazionali e Articoli per Campeggio — in occasione del Salone del Camper 2026 di Parma, rimettono in discussione un luogo comune: il camper non è il mezzo più inquinante tra le opzioni di vacanza. È spesso il contrario.
Lo studio dell’Ifeu ha analizzato le emissioni di gas serra prodotte da diverse tipologie di vacanza, confrontando i consumi durante il tragitto con quelli legati al soggiorno. Il risultato è chiaro: sebbene camper e caravan consumino più energia durante la guida, sono le soste in campeggio e nelle aree di sosta a ribaltare il bilancio complessivo. Più il viaggio è breve e il soggiorno lungo, più il camper risulta vantaggioso rispetto all’hotel.
Una conferma arriva anche da una ricerca condotta da Ergo, spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in collaborazione con un rivenditore toscano del settore. Secondo questo studio, il camper produce solo il 70% delle emissioni di CO₂ rispetto alla formula tradizionale auto più hotel. In quest’ultima, i pernottamenti in strutture ricettive pesano da soli per il 42% delle emissioni totali di anidride carbonica e per il 46% del consumo di combustibili fossili.
Il camper come scelta di mobilità consapevole
Ester Bordino, presidente di Assocamp, inquadra il fenomeno in termini più ampi: Il camper non è solo un mezzo di trasporto, è un modello di mobilità sostenibile. Rispetto alle strutture ricettive classiche, il turismo itinerante impatta molto meno sul territorio, a patto che sia accompagnato da un approccio consapevole. Aggiunge che piccole attenzioni quotidiane nell uso delle risorse fanno un enorme differenza, trasformando ogni camperista in un vero e proprio custode dell ambiente.
Tra i fattori che rendono il turismo in camper strutturalmente più sostenibile c’è anche la gestione delle risorse a bordo. Chi viaggia in camper dispone di un serbatoio d’acqua da 100 a 129 litri: capiente, ma non illimitato. Questo induce a un consumo idrico attento, difficilmente replicabile in un hotel dove l’acqua scorre senza limiti visibili. Sul fronte energetico, la maggior parte dei camper moderni è dotata di pannelli solari sul tetto. Secondo una ricerca condotta da Assocamp su oltre 52 concessionari affiliati, il 63,5% degli operatori segnala che batterie al litio, inverter e moduli fotovoltaici sono i dettagli che spingono i clienti a spendere più del previsto al momento dell’acquisto. L’autonomia energetica supera per importanza il comfort climatico e la configurazione degli spazi interni.
Turismo itinerante e distribuzione della ricchezza locale
C’è una dimensione economica e territoriale che spesso sfugge al dibattito sul turismo sostenibile. Il camper distribuisce la spesa in modo capillare: botteghe, agriturismi e piccoli produttori locali nei borghi meno frequentati dal turismo di massa beneficiano di flussi che la grande distribuzione non intercetta. La possibilità di viaggiare in periodi diversi dall’estate contribuisce inoltre a destagionalizzare i flussi turistici, con vantaggi sia per i territori sia per i viaggiatori.
Sul fronte economico, i dati di PINCamp — portale digitale dell’automobile club tedesco ADAC — mostrano che fuori dai mesi di luglio e agosto i campeggiatori pagano in media circa il 29% in meno per la tariffa giornaliera della piazzola. Un risparmio che si somma al vantaggio ambientale.
Sette regole per viaggiare in camper riducendo l’impatto
Assocamp ha elaborato un vademecum per chi vuole rendere il proprio viaggio in camper il più sostenibile possibile. Il primo punto riguarda i prodotti: stoviglie riutilizzabili o biodegradabili, saponi e detergenti naturali per ridurre l’impatto delle acque grigie in fase di scarico. Il secondo è lo scarico consapevole: acque grigie e nere vanno conferite esclusivamente negli appositi camper service, usando disgreganti biologici privi di formaldeide per il WC chimico.
Sul fronte della guida, l’associazione raccomanda uno stile fluido, velocità di crociera intorno ai 90-100 km/h in autostrada e controllo regolare della pressione degli pneumatici. Per l’acqua, l’installazione di aeratori sui rubinetti riduce il flusso senza far percepire cali di pressione. Per l’energia, pannelli fotovoltaici e batterie di accumulo massimizzano l’autonomia nelle soste in aree non attrezzate.
Le ultime tre regole riguardano il rispetto dei luoghi: lasciare l’area di sosta nelle stesse condizioni in cui è stata trovata, organizzare la raccolta differenziata a bordo anche con spazi ridotti, e scegliere campeggi e aree sosta con certificazioni ambientali riconosciute. Tra queste: Greenkey, Ecocamping, EU Ecolabel, Green Globe e Legambiente Turismo.
L’opuscolo Con il camper puoi, che raccoglie queste indicazioni, è distribuito da Assocamp al Salone del Camper 2026 di Parma, al Padiglione 4, Stand C 28. Informazioni su www.assocamp.com.