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Out of Coltrane torna dopo vent’anni: otto musicisti per la musica che il sassofonista non ha scritto

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Enzo Favata riprende in mano un progetto che aveva ideato nel 2006 e lo riporta sul palco in occasione del centenario della nascita di John Coltrane. Out of Coltrane, produzione originale del festival Musica sulle Bocche, torna venerdì 4 settembre al Lo Quarter di Alghero e sabato 5 settembre al Convento dei Cappuccini di Bosa. Entrambi i concerti iniziano alle 21. L’ingresso è libero.

La domanda che aveva guidato il progetto vent’anni fa rimane invariata: dove sarebbe arrivata la musica di Coltrane se il sassofonista americano avesse potuto continuare il proprio percorso creativo? Nel 2006, Musica sulle Bocche commissionò una produzione speciale che riunì otto musicisti del jazz italiano con un mandato preciso: non rileggere il repertorio coltraniano, ma confrontarsi con gli elementi più profondi della sua ricerca. La libertà improvvisativa, la tensione verso linguaggi nuovi, l’interesse per culture musicali lontane, una concezione del jazz come terreno di esplorazione senza confini.

Nel 2026, a cento anni dalla nascita di Coltrane, quella stessa domanda torna ad animare il palco.

Il nuovo Out of Coltrane non è una ricostruzione filologica né un omaggio basato sulle composizioni più celebri. Il punto di partenza rimane quello del 2006: usare l’eredità di Coltrane come materia viva sulla quale costruire nuova musica, attraverso composizione, improvvisazione, strumenti acustici ed elettronica. Al centro c’è soprattutto la fase più avanzata della ricerca del sassofonista, quando sperimentazione e ricerca spirituale si intrecciarono in modo sempre più stretto. Per Coltrane il suono era strumento di conoscenza e trascendenza; l’improvvisazione, uno spazio aperto nel quale superare continuamente i limiti del linguaggio acquisito. A Love Supreme rimane la testimonianza più emblematica di questa concezione.

Otto musicisti, un ampio spettro timbrico

Sul palco si riunisce un ensemble di otto strumentisti. Alfonso Santimone è al pianoforte ed elettronica, Pasquale Mirra al vibrafono, Riccardo Pittau alla tromba, Filippo Orefice al sax tenore e clarinetto, Federico Pierantoni al trombone, Salvatore Maltana al contrabbasso, Alessandro Cau alla batteria ed elettronica. Enzo Favata completa la formazione ai sassofoni e clarinetto basso.

La composizione dell’ensemble è pensata per lavorare su un ampio spettro timbrico: sassofoni, clarinetti, tromba e trombone dialogano con vibrafono, pianoforte, contrabbasso, batteria ed elettronica. Una formazione costruita per muoversi liberamente tra scrittura e improvvisazione, tra suono acustico e trattamento elettronico.

Alcuni dei musicisti coinvolti nell’esperienza originaria del 2006 tornano a confrontarsi con una musica che, nel frattempo, ha continuato a esercitare la propria influenza su generazioni di strumentisti e compositori.

Coltrane, la musica che non ha avuto il tempo di scrivere

Nato il 23 settembre 1926, John Coltrane attraversò in poco più di un decennio alcune delle trasformazioni decisive del jazz moderno. La sua morte nel 1967, a quarant’anni, lasciò aperte domande che la sua musica aveva appena cominciato a formulare. Out of Coltrane si costruisce attorno a quelle domande: non soltanto la musica che Coltrane ha scritto, ma quella che non ha avuto il tempo di scrivere e che continua idealmente nelle possibilità rimaste aperte dalla sua opera.

I biglietti sono disponibili su Ciaotickets.com. Informazioni sul festival su www.musicasullebocche.it.

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