È stato approvato dal consiglio comunale di Colleferro, in provincia di Roma, il progetto per la realizzazione di un data center di ultima generazione dedicato all’intelligenza artificiale. Si tratterebbe di uno dei campus più grandi d’Italia, con una potenza abbastanza grande da soddisfare i cosiddetti hyperscaler del mercato digitale, come Aws di Amazon, Google Cloud o Oracle. Il campus sorgerebbe a 3 km dal grande centro logistico Amazon della cittadina, in un’area di circa 76 ettari compresa tra l’autostrada A1, la via Casilina e la linea ferroviaria alta velocità. Il progetto, firmato dalla società romana Cobra Green Hyperscale (controllata da Tendercapital), conta 57.800 metri quadrati coperti e impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di circa 34 MW.
Il Comune di Colleferro, durante la precedente consiliatura, aveva avviato un bando internazionale per candidare il territorio ad attrarre investimenti innovativi, tra cui i data center ed i supercomputer. “Guidare il processo e non subirlo è stata la filosofia dell’amministrazione”, spiega il sindaco di Colleferro, Giulio Calamita, che ricorda come dopo due anni di percorso amministrativo il consiglio comunale ha deliberato ieri senza nessun voto contrario il progetto che prevede la costruzione di un data center di ultima generazione per l’Ai con 150MW di potenza elettrica assegnata dal gestore di rete Terna. Pochi campus in Italia possono vantare una potenza simile, spiega il sindaco di Colleferro all’Adnkronos. “Nel centro Italia questa sarebbe la struttura di questo tipo più grande in assoluto. Ora ci sono le procedure di autorizzazione, che richiedono da tre a sei mesi”. Sarà possibile vedere i primi cantieri nel 2027 quindi? “Sì, è possibile”, assicura.
L’energia utilizzata sarà fornita da fonti rinnovabili attraverso contratti PPA (i cosiddetti power purchase agreements) con gestori green ed anche da 34MW di impianti fotovoltaici in loco, un’altro dei dati significativi del progetto. Il data center prevede una media di 700 persone impiegate contemporaneamente, con circa 220 impiegati diretti ed altrettanti indiretti. Il Comune, d’accordo con la società proponente, avvierà programmi con le scuole locali per le future assunzioni, sottolinea il sindaco. Dal punto di vista ambientale e sul tema del consumo idrico la società proponente si è avvalsa dell’eccellenza internazionale di Mitsubishi Electric per un sistema di raffreddamento a circuito chiuso ed ha optato per gruppi elettrogeni a gas per l’alimentazione di emergenza con l’intervento di una eccellenza italiana, AB Energy di Brescia, con l’infrastruttura di approvvigionamento messa a disposizione dalla SGI (Società Gasdotti Italia) che renderà non necessario stoccaggio.
Il progetto è stato criticato dai comitati locali per l’impatto ambientale, ma il sindaco dice che si tratta di “un data center di seconda generazione che usa il raffreddamento ad aria e il ricircolo delle acque e l’utilizzo delle acque meteoriche. Allo stesso modo il fabbisogno energetico verrà soddisfatto in larga parte dal fotovoltaico e il terreno di proprietà del proponente rappresenta un consumo di suolo non eccessivo rispetto a quello a cui siamo abituati con la logistica. Il tema legato alla valle del Sacco giustamente è sempre una preoccupazione, ma il data center ha un impatto trascurabile, rispetto all’inquinamento di settori come la chimica”.
Il progetto architettonico è stato realizzato dallo studio Lombardini 22 di Milano mentre la Telecom Sparkle ha progettato l’infrastruttura di connessione dati alla rete fotonica nazionale. “Un ringraziamento al Comune di Segni che ha dato il via libera alla nuova viabilità per il data center e alla Regione Lazio – conclude Calamita – Ora al via l’ultimo step autorizzativo con il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica”. Soddisfatto per il risultato conseguito Federico Sutti, managing partner e chairman del board europeo dello Studio Dentons in qualità di legal advisor di Cobra Green Hyperscale. “Tutti i team tecnici e legali – ha spiegato Sutti – sono già pronti per il deposito della documentazione presso il MASE necessaria all’ultimo step autorizzativo introdotto di recente dal Governo con il DL 21/2026”.
Secondo il sindaco, il data center è quasi un esperimento, e potrebbe essere solo l’inizio di un percorso per Colleferro, che è un “ottimo luogo” per i centri di calcolo considerata la “vicinanza alle dorsali di rete. Vogliamo creare una best practice sulla realizzazione di questo tipo di infrastrutture. Il fatto che non ci siano tanti data center nel centro Italia non è casuale. È una sfida di sviluppo per la quale serve coraggio. Capisco i comitati ma non è possibile lasciare queste forme di sviluppo ad altri luoghi, soprattutto all’estero”.