HomeUltima OraEruzione Etna, Ingv: "Impossibile stimare quanto durerà"

Eruzione Etna, Ingv: “Impossibile stimare quanto durerà”

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L’attività dell’Etna è “sostenuta e abbanza stabile” e non consente di fare previsioni su eventuali evoluzioni. A parlare con l’Adnkronos è il direttore dell’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Salvatore Gambino. “Siamo arrivati al settimo giorno di attività vulcanica ed è un’attività abbastanza sostenuta e complessa – spiega -. Abbiamo sia un’attività al cratere sommitale di voragine, con fuoriuscita di cenere e attività stromboliana molto forte che volge a fontana, sia un complesso campo lavico che viene fuori da ben quattro bocche attive che si trovano nella valle del Bove”. Una attività complessa che, sottolinea il direttore, “in questi ultimi giorni non ha dato indicazione di regressione ed è abbastanza stabile. Quanto può durare, non è facile saperlo”.

Profanamente possiamo dire che non avanza nè arretra. “Noi diamo una comunicazione sulla presenza della cenere in atmosfera, ma è soprattutto la direzione dei venti a determinare le problematiche in aeroporto – spiega Gambino -.” In questo momento spirano da sud-sud ovest e questo crea problemi al traffico aereo. Per oggi non sono previsti cambiamenti nè nella portata dell’attività del vulcano né sulla direzione dei venti, quindi le possibilità che lo scalo catanese di Fontanarossa possa tornare operative sono davvero minime, anticipa.

Ieri si sono aperte altre due bocche, una a quota 1900 metri e una a 2090 metri, sempre all’interno della Valle del Bove. Entrambe partecipano all’attività del ‘campo largo’ che attualmente è a quota 1360 ma “comunque – precisano dall’Osservatorio etneo – sempre lontano dai centri urbani per cui non si registrano pericoli”. Insomma l’Etna alza la voce ma per l’Ingv rientra in quello che ci si può aspettare da un vulcano attivo. “Quello a cui stiamo assistendo fa parte delle caratteristiche dell’Etna – conclude Gambino -. E’ un po’ più complessa di quelle che abbiamo registrato negli ultimi anni, ma qualcosa di simile era già avvenuta negli anni ’70. Non è un’attività che desta preoccupazione”.

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