“Nessuna rassicurazione per noi residenti. Il parcheggio in piazza Capponi è un’opera vergognosa, privata e a beneficio esclusivo di ‘super vip’ che acquisteranno a carissimo prezzo i 140 box. Ma soprattutto pericolosa per la stabilità dei palazzi. Continueremo la nostra battaglia fin quando ci sarà possibile”. E’ lo sfogo all’Adnkronos di Rosita Torre, portavoce del Comitato di Base Rione Borgo, dove è in programma la realizzazione di un parcheggio interrato oggi al centro di un tavolo tecnico negli uffici del commissario straordinario del Giubileo a via Petroselli 45. Insieme a lei e agli altri inquilini degli stabili in piazza Capponi, all’ombra di Castel Sant’Angelo, l’ingegner Botta dell’ufficio speciale per il Giubileo di Roma Capitale, i loro tecnici e la Soprintendenza da remoto, nella persona della sovrintendente Argento che ha spiegato lo stato attuale dell’indagine archeologica. E poi, l’architetto responsabile della ditta assegnataria e, da parte del municipio, la presidente Bonaccorsi e l’assessore Scatà.
“Noi abbiamo ribadito, in quanto residenti, la nostra ferma contrarietà a questa opera privata che rovinerebbe sicuramente la statica dei palazzi – spiega Rosita Torre – Non è stata fatta alcuna indagine geotecnica, idrogeologica. Si stanno facendo questi scavi archeologici solo grazie a Daniela Porro, la Soprintendente Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, perché altrimenti non si sarebbero fatti neanche, avendo il commissario del Giubileo Gualtieri firmato la concessione il 18 novembre scorso. Esattamente un mese dopo, sarebbe dovuto essere presentato il progetto esecutivo che a tutt’oggi ancora manca. Ci è stato detto dai rappresentanti del dipartimento che il progetto esecutivo non c’è perché stanno facendo le indagini archeologiche. Questo ci ha molto innervosito perché, o l’iter era ultimato e allora ha un senso che il commissario straordinario il 18 novembre abbia firmato la concessione, o l’iter non era ultimato e allora ci chiediamo perché il commissario Gualtieri abbia firmato la concessione in assenza di tutta la documentazione probante della fattibilità dell’opera. E’ una domanda che è rimasta sospesa, perché la nostra parte tecnica ha continuato a spiegare quanto subiranno i nostri palazzi da uno scavo di 7 metri in piena falda acquifera con terreno di riporto, alluvionale e con le paratie a 18 metri che quindi impatteranno sicuramente sulla falda e andranno a creare problemi ai nostri vecchi palazzi, però nessuno ci ha saputo dire perché Gualtieri ha firmato questa concessione e perché si ostini a dire che è un’opera urgente e improcrastinabile. Il giubileo è finito il 6 gennaio: forse ha un senso ultimare le opere giubilari iniziate, non certo iniziare quelle che ancora sono in itinere e ancora hanno bisogno di indagini e contatti”.
“Noi cittadini siamo molto delusi da questa amministrazione che purtroppo comanda sulla nostra pelle – continua la portavoce del Comitato – perché siamo stati costretti a mettere un ingegnere e a pagare una perizia, gli avvocati, le spese di accesso agli atti: tutto per un’opera privata di due piani sottoterra in un terreno pericolosissimo, dove non è stata fatta alcuna indagine preventiva sulla fattibilità. Un’opera che serve solo a far fare un affare a una piccola società da 15 mila euro di capitale versato, cui viene dato tutto in forma diretta. Il progettista, il titolare della società, ci ha detto che non abbiamo capito niente, che va tutto bene, che meglio di così non può andare e che lui non vede l’ora di cominciare a scavare per vendere i 140 posti auto, tutti box privati, quindi non un’opera pubblica, è un’opera privata dove il comune ha dato la concessione a questa piccola ditta per 90 anni. Rassicurazioni non ci sono state date, se non quelle, appunto, dell’oste che dice che il suo vino è buono, il migliore di Roma. Si consideri che uno dei sei palazzetti avrà la rampa d’accesso a 1,80 metro dal portone. Avremo gli sfiatatoi di ricambio taglia del garage sotterraneo a 50 centimetri dalle finestre, dovranno abbattere il filare di cinque olmi e un pino che godono di ottima salute, perché gli è stata fatta un’analisi proprio il mese scorso dal comune di Roma, lecci centenari che saranno abbattuti perché la soletta del parcheggio sotterraneo non permetterà alle radici di sopravvivere”. (di Silvia Mancinelli)