HomeUltima OraCasa vicino Harrods? 'No thanks'. Crisi immobili lusso Londra

Casa vicino Harrods? ‘No thanks’. Crisi immobili lusso Londra

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Mansion di pregio, tre piani, nei pressi di Harrods? No, grazie. Il mercato delle case di lusso dell’esclusivo quartiere londinese di Knightsbridge va in bianco. Colpa del fisco, del cambiamento dei gusti e/o dell’impegnativa manutenzione, le prestigiose townhouse georgiane di Montpelier Square o non si vendono o si svendono.

Secondo quanto riporta il Financial Times, di 47 proprietà presenti dell’esclusiva piazza a cinque minuti da Harrods da una parte, e da Hyde Park dall’altra, 7 sono sul mercato da oltre 15 mesi, con un caso rimasto invenduto per più di due anni. L’unico stabile recentemente venduto ha avuto un ribasso del prezzo del 30% rispetto a 10 anni fa al netto dell’inflazione, se consideriamo l’indice sui prezzi invece il valore si è più che dimezzato. Ma le difficoltà di Montpelier Square, si osserva su Ft, sono proiezione della flessione che ha colpito il mercato immobiliare di lusso a Londra, fino a dieci anni fa tra i più ambiti al mondo per gli acquirenti stranieri. “Quando abbiamo aperto nel 2014, Knightsbridge era al vertice del mercato: la destinazione numero uno nel cuore del lusso londinese, dove si registravano i prezzi più alti per piede quadrato”, racconta a Ft Nicolas Pejacsevich, co-fondatore dell’agenzia di real estate Nicolas Van Patrick. Ovviamente viaggiamo sempre su listini a 9 zeri, ma il crollo è evidente: lo scorso gennaio una residenza di Kinightsbridge è stata venduta a circa 10 milioni di sterline, appena sotto a 1.932 sterline per piede quadrato, mentre nel 2014, secondo gli addetti ai lavori, la stessa casa avrebbe raggiunto una quotazione vicina a 3.000 sterline per piede quadrato.

Dall’alta tassazione all’incertezza politica ed economica, sul mercato del lusso londinese pesano tutta una serie di fattori, che stanno tenendo alla larga gli investitori stranieri. Da segnalare il rialzo dell’imposta di registro sugli immobili di pregio; la Brexit e la fine del regime ‘non-dom’, una sorta di fiscalità di vantaggio per gli acquirenti stranieri; il cambiamento dei gusti e delle abitudini delle nuove generazioni di ultra-rich che cercano case più moderne, smart, pied-à-terre da sfruttare all’occorrenza e non risidenze stabili. Modelli ben lontani dalle aristocratiche case georgiane di fine 700, che peraltro oggi necessitano di importanti ristrutturazioni. (di Luana Cimino)

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