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MEIS di Ferrara e Museo Ebraico di Bologna verso la fusione: nasce un polo unico dell’ebraismo italiano

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Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara e il Museo Ebraico di Bologna si uniscono. I due istituti hanno avviato un percorso di fusione per incorporazione che darà vita a un polo museale con sede centrale a Ferrara e sede distaccata a Bologna, governato da un’unica struttura amministrativa.

I consigli di amministrazione di entrambe le fondazioni hanno già approvato il progetto. Ora l’iter entra nella fase formale: servirà l’approvazione del nuovo statuto da parte degli enti partecipanti, a partire dal Ministero della Cultura.

Una missione condivisa tra Ferrara e Bologna

A spingere verso l’unione è la convergenza di scopi tra i due musei, entrambi impegnati nella valorizzazione, divulgazione e conservazione del patrimonio culturale ebraico in Italia. Tra i soci istituzionali comuni figurano la Regione Emilia-Romagna e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

Il centro essenziale di questa operazione risiede nella missione culturale che accomuna i due musei, spiega Guido Ottolenghi, presidente di entrambe le fondazioni. Il MEIS e il MEB, pur con storie e identità diverse, sono uniti nella narrazione dell’ebraismo italiano a livello locale, nazionale e internazionale.

Ottolenghi indica gli obiettivi concreti dell’operazione: condividere competenze professionali, coordinare i percorsi espositivi tra le due città, ampliare la programmazione educativa e culturale, affermarsi come riferimento nazionale. L’idea è quella di sperimentare un modello che in futuro potrebbe non escludere ulteriori collaborazioni e partnership, aggiunge.

Il MEIS di Ferrara: dalla legge del 2003 al riallestimento del 2027

Il MEIS nasce per legge nel 2003 e viene inaugurato nel 2017 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La sua missione è raccontare oltre duemila anni di presenza ebraica in Italia attraverso il percorso permanente Ebrei, una storia italiana, che nell’autunno 2027 sarà completamente riallestito e ampliato.

Il museo ospita mostre temporanee, due aule didattiche, un giardino-labirinto dedicato all’alimentazione ebraica e una sala di proiezione con il filmato Con gli occhi degli ebrei italiani. Completano l’offerta la mostra multimediale 1938: l’umanità negata, una biblioteca specializzata, un bookshop e due spazi esterni che accolgono ogni anno il cinema all’aperto e la Festa del Libro Ebraico.

Il MEB di Bologna: dal ghetto cinquecentesco alla Jewish Jazz

Il Museo Ebraico di Bologna è attivo dal 1999 e ha sede in via Valdonica, nel palazzo Pannolini, edificio cinquecentesco nel cuore dell’ex ghetto ebraico. La sezione permanente ripercorre quasi quattromila anni di storia del popolo ebraico, con due sale dedicate alla presenza degli ebrei a Bologna e in Emilia-Romagna dall’epoca medievale a oggi.

Il museo affianca all’esposizione storica un’intensa attività culturale: mostre, conferenze, seminari, presentazioni di libri, proiezioni cinematografiche e gruppi di lettura. Tra gli appuntamenti consolidati spicca la rassegna Jewish Jazz. Il MEB dispone inoltre di un centro di documentazione con biblioteca specializzata, collegato a musei, università e centri di ricerca in Italia, Europa, Israele e negli Stati Uniti.

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