“Penso che questa vicenda sia molto triste e che accada a un uomo molto religioso pesa due volte. Anche perché io sono cristiana”. Lo ha detto Francesca Pascale in esclusiva all’Adnkronos, sull’arresto del giornalista e leader del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi, da stamattina ai domiciliari con l’accusa di truffa ed evasione fiscale. “Io sono garantista e penso che sulla vicenda si debba esprimere la giustizia”, aggiunge Pascale. L’ex compagna di Silvio Berlusconi ha poi voluto comunque precisare la profonda differenza di posizioni tra lei e Adinolfi: “È distante da me su tutti i fronti possibili e immaginabili e non devo starlo a spiegare. Io combatto per i diritti civili e lui si barrica sulla famiglia tradizionale alzando muri di guerra. Le nostre storie politiche sono agli antipodi – sottolinea – Penso che sia chiaro a tutti che il bacio tra me e lui al Pride sia stato una provocazione contestuale, è stato il mio momento ‘Miglio Verde‘”.
“Ma rivendico la protesta per un Pride che torni alle origini di inclusivitá e non di divisioni ideologiche che indeboliscono il tema stesso – sottolinea – ci si ritrova spesso davanti a vicende che lasciano sbalorditi, soprattutto quando riguardano chi si professa cristiano e difensore dei valori della famiglia. Da una persona che negli anni ha usato parole così dure sull’omosessualità e che, nell’ultimo periodo, si è avvicinata a posizioni sempre più estreme, purtroppo ci si può aspettare poco di buono. Qualora fossero confermate le accuse che gli vengono contestate oggi non le vedo più gravi o più pericolose di certe dichiarazioni incitanti all’odio che ha rilasciato in passato”, conclude Pascale. di Alisa Toaff