Quindici artisti di street art reinterpretano Anna Magnani negli spazi di Il Margutta Veggy Food & Art, in Via Margutta 118 a Roma. La mostra ANNAmo’ – La street art incontra Anna Magnani, inaugurata il 19 febbraio, è stata prorogata fino al 20 settembre 2026 grazie al successo di pubblico. L’ingresso è gratuito.
L’occasione è il settantesimo anniversario della consacrazione internazionale di Magnani: nel 1956 l’attrice vinse il Premio Oscar come migliore attrice protagonista per La rosa tatuata e il Golden Globe nella stessa categoria. Un doppio trionfo che la proiettò nell’olimpo del cinema mondiale, consacrandola icona del neorealismo italiano. La mostra, curata da Bruno Ialuna e ideata da Tina Vannini, titolare del locale, sceglie Via Margutta non a caso: qui Magnani visse, amò e intrecciò relazioni artistiche decisive, tra cui quella con Federico Fellini.
Quindici sguardi su Nannarella
Ogni artista ha affrontato il ritratto di Magnani con il proprio linguaggio, senza un approccio univoco. Maupal mette al centro le rughe dell’attrice, lette come mappa di un’esistenza vissuta senza riserve. Mauro Sgarbi la inserisce nel suo progetto La carne di Roma, sottolineando il legame viscerale tra l’attrice e la capitale. Mobydick celebra invece il suo amore per i cani, mentre Elena Gallo restituisce un volto che ride e grida insieme, richiamando la consapevolezza di Magnani di aver trasformato privazioni e ferite nell’origine della propria intensità artistica.
Sid firma un omaggio concettuale: al centro dell’opera domina una bilancia romana da cui pende un cuore anatomico, pesato come fosse materia viva. Una mano sospesa — il tempo, il destino, la storia — non giudica, ma obbliga a misurarsi con il peso dell’autenticità. Ale Senso, con Pensieri mobili come chiome, riprende il vortice di idee di una donna sempre avanti rispetto ai propri tempi. Uman esplora il tema della forza femminile, mentre Elisa Tamburrini presenta il trittico tridimensionale A misura di grembo, un lavoro che sfonda la tela e diventa spazio, volume e ruvidità.
Roma come sfondo e destino
Il legame tra Magnani e Roma attraversa gran parte delle opere in mostra. Diavu’ lo celebra con Mamma Roma (Anna Magnani), titolo che richiama direttamente il film di Pasolini. Rame13 ed Er Pinto raccontano la sua umanità e il suo coraggio, mentre Miss K ne riprende la risata e il volto intenso come simbolo di una città che affronta le difficoltà con dignità. Lediesis ripropone una delle immagini più iconiche dell’attrice, tratta dal film Abbasso la ricchezza, in versione su tela per la prima volta. Chiude il percorso Blub, con La rosa di Roma: una dedica alla notte degli Oscar e alla città che ha visto crescere la sua carriera.
Il curatore Bruno Ialuna ha scelto di aprire la mostra con una citazione della stessa Magnani, tratta da un’intervista del 1964: Un artista è una cosa molto difficile da definire. Gli artisti sono degli egoisti, degli egocentrici, un po’ esibizionisti. Però guai se non ci fossero. Aggiunge Ialuna: Adesso, in questa mostra, tocca a quindici artisti internazionali di Arte Urbana definire Nannarella e confrontarsi con lei. Ognuno lo fa a modo suo, sfidando tutte le difficoltà che i veri artisti devono affrontare quando c’è un tema fisso sul quale devono esprimersi.
Tina Vannini, ideatrice della mostra, spiega la scelta del luogo: Portare ANNAmo’ in questo spazio significa restituire alla sua memoria un contesto autentico, dove arte e vita si sono sempre incontrate. Quindici artisti contemporanei reinterpretano il suo spirito libero, creando immagini che parlano al presente e celebrano un eredità culturale ancora viva.
Dove e quando
ANNAmo’ – La street art incontra Anna Magnani è visitabile fino al 20 settembre 2026 presso Il Margutta Veggy Food & Art, Via Margutta 118, Roma. Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 24. L’ingresso è gratuito.