Isole che Parlano taglia il traguardo dei trent’anni. Dal 5 al 13 settembre 2026 il festival internazionale torna in Gallura per la sua XXX edizione, distribuita tra Palau, La Maddalena, Arzachena e Luogosanto. Diretto da Paolo Angeli e Nanni Angeli e organizzato dall’Associazione Sarditudine, il festival porta avanti da tre decenni un lavoro di ricerca che mette in relazione musiche contemporanee, tradizioni, fotografia e paesaggio.
Nato in Sardegna e profondamente radicato in Gallura, il festival ha attraversato trent’anni portando nei luoghi del territorio artisti provenienti da contesti culturali differenti, molti dei quali per la prima volta sui palchi italiani. Siti archeologici, chiese campestri, piazze, pinete, fari, spiagge e spazi culturali diventano ogni anno parte della relazione tra gli artisti ospiti e il paesaggio che li accoglie. Memoria, ricerca, appartenenza e incontro restano il filo che tiene insieme un programma pensato come percorso tra luoghi, suoni, immagini ed esperienze.
Una mappa musicale che attraversa il mondo
Il cuore del festival è Isole che Parlano di musica. La nuova edizione porta in Sardegna artisti provenienti da geografie musicali molto diverse, con progetti che attraversano tradizioni orali, ricerca contemporanea, improvvisazione, elettronica e forme ibride di composizione. La vocalità è particolarmente presente in questa edizione, declinata in direzioni molteplici.
Tra i nomi confermati figurano Stranded Horse & Boubacar Cissokho (Francia/Senegal), Ganna Gryniva (Ucraina), Raphael Rogiński (Polonia) e Ana Lua Caiano (Portogallo), insieme a Los Sara Fontan e Tarta Relena dalla Catalogna, Dzambo Agusevi Orchestra dalla Macedonia del Nord e Iztok Koren dalla Slovenia. Dalla Sardegna arrivano Pierpaolo Vacca, Freak Motel e Gli Amici di Matteo-Campanari di Locusantu, mentre completano il cartellone Nuhara (Sicilia), Davide Ambrogio (Calabria) e Bitoi (Svezia/Danimarca), tra gli altri.
Presenza imprescindibile nel percorso del festival sono le voci a cuncordu di Sos Cantores de Cuglieri, la paghjella della Canturia di Tagliu (Corsica) e il canto a tenore de Su Cunnottu de Onne (Sardegna), protagonisti anche di Di Granito, la sonorizzazione itinerante della Roccia dell’Orso dedicata a Pietro Sassu, Mario Cervo e Antoni Are.
Come nelle edizioni precedenti, i concerti non saranno pensati separatamente dai luoghi che li accolgono. Dalla Tomba dei Giganti di Coddu Vecchju alla Basilica e all’Eremo di Santu Tranu a Luogosanto, da Punta Tegge a La Maddalena alla Roccia dell’Orso, da Palau Vecchio a Cala Corsara sull’Isola di Spargi, il festival costruisce una mappa di ascolto che tiene insieme patrimonio archeologico, paesaggio costiero e spazi della memoria collettiva.
La fotografia: trent’anni di sguardi sul mondo
Per il trentennale, Isole che Parlano di fotografia propone un progetto speciale dedicato alla memoria visiva del festival. La mostra raccoglie immagini tratte dalle esposizioni realizzate nei primi ventinove anni, attraversando il lavoro di autori che hanno segnato la storia della sezione: tra questi Cristina García Rodero, Mario Dondero, Letizia Battaglia, Samar Abu Elouf, Franco Zecchin e Monika Bulaj, insieme a molti altri fotografi che hanno contribuito a costruire questo archivio visivo nel tempo.
La fotografia ha avuto dentro Isole che Parlano uno spazio di osservazione del presente, delle sue fratture e delle sue trasformazioni, affidato a sguardi capaci di raccontare il mondo con profondità e attenzione alle storie individuali e collettive. Il progetto del trentennale restituisce questo ruolo nella sua interezza.
I bambini, i sapori e il territorio
Dal 7 al 9 settembre torna Isole che Parlano ai bambini, il festival nel festival che compie quest’anno 22 anni, ideato e diretto da Alessandra Angeli. Laboratori, spettacoli e momenti di restituzione accompagneranno bambini e ragazzi in percorsi dedicati ai linguaggi dell’arte e alla creatività. Il programma approfondisce i linguaggi che hanno caratterizzato le prime edizioni del festival — musica, teatro e fotografia — attraverso percorsi teatrali, cianotipia, propedeutica musicale e costruzione di strumenti.
Accanto alla musica e alla fotografia, Isole che Parlano di sapori accompagna il programma con momenti dedicati alle produzioni del territorio: dai vini ai mieli, in collaborazione con produttori, cantine e realtà locali della Gallura.
Ingresso gratuito, programma in arrivo
L’ingresso agli eventi è gratuito. I laboratori sono a pagamento, a numero chiuso e con prenotazione obbligatoria. Il programma completo sarà annunciato nelle prossime settimane su www.isolecheparlano.it.