“Non c’è mediazione che tenga a fronte di una Legge elettorale cosi marcatamente e volutamente divisiva. Tale da suggerire che, anche nel nostro Paese, si vada affermando una linea di tendenza affine al più vasto processo epocale che oppone democrazie ed autocrazie”. “Siamo davanti ad una legge che traccia una linea di demarcazione invalicabile: da una parte il campo “costituzionale” dell’ordinamento democratico e parlamentare; dall’altro l’abbrivio verso una china dall’approdo e dal destino incerto. O si sta di qua o si sta dall’altra parte. Non c’è via di mezzo”. E’ il commento di Domenico Galbiati, storico esponente del cattolicesimo democratico in Lombardia ed attualmente consigliere nazionale di INSIEME, partito politico di ispirazione cristiana e solidarista vicino all’episcopato italiano nato per superare il bipolarismo e “liberare gli italiani dal cappio al collo del maggioritario” in ragione della cultura personalistica cattolica “platealmente ferita” da una concezione del potere bipolarista.
Secondo Galbiati, “il cuore della nuova legge elettorale è rappresentato dall’indicazione del candidato-premier sul documento programmatico della coalizione e consiste nel tentativo di introdurre surrettiziamente, camuffandolo sotto mentite spoglie, attraverso un provvedimento di legislazione ordinaria, quel sostanziale ‘premierato’ che la destra sa di non poter ottenere attraverso una riforma del dettato costituzionale che, ancora una volta, il popolo italiano respingerebbe. Si cerca di aggirare l’ostacolo, proponendo una sorta di surrogato del prodotto originale. La destra, insomma, sta conducendo un’operazione politica sottile e ben studiata, alla ricerca di un’egemonia che vada oltre la semplice vittoria elettorale. Non a caso Giorgia Meloni si spinge fino al punto di prenotare il Quirinale.”
Una mediazione è possibile? “Lo è tra posture che condividono la stessa cornice costituzionale. Non è possibile se manca, o almeno è problematico, questo comune riferimento allo stesso fondamento valoriale. Così è nel nostro caso, a fronte di una legge elettorale che sfida margini significativi di legittimità costituzionale. Ha ragione Giuseppe Notarstefano, il Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica: la Legge elettorale in discussione, ed il premio di maggioranza su cui si regge, si giustificano solo nelle logica di un ‘sistema bipolare’ ed, anzi, rappresentano il tentativo di inchiodarvi, una volta per tutte, il Paese.” “Se non ci stiamo attenti e non smontiamo questo meccanismo perverso ci avviamo per un cammino che ci accompagna, salvo accorgerci a cose fatte, da un ordinamento democratico ad un contesto, al contrario, di carattere autocratico”.