Avere mille idee può trasformarsi in un ostacolo professionale. L’analisi di Silife su 1.000 persone rivela che il 44,6% si sente paralizzato dall’eccesso di possibilità. Non solo giovani. Anche professionisti affermati.
La multipotenzialità colpisce trasversalmente: il 31% sono studenti fino a 19 anni, il 35,2% ha tra 20 e 29 anni, ma il fenomeno tocca anche ultraquarantenni (15,5%). Le donne rappresentano il 56,3% del campione, gli uomini il 43,7%.
Il blocco nasce dalla difficoltà di trasformare il potenziale in scelte concrete. Il 57,4% lamenta la mancanza di una direzione chiara, il 49,3% ha paura di sbagliare. Un ulteriore 42,2% ammette di non conoscere i propri punti di forza reali.
I sintomi del blocco multipotenziale
I segnali sono riconoscibili: noia precoce dopo aver acquisito una competenza, ansia di fronte a scelte definitive, sensazione di essere fuori posto. Sintomi che spesso vengono sottovalutati o fraintesi.
“Per i multipotenziali il vero ostacolo è la difficoltà di indirizzare il proprio talento in una direzione concreta”, spiega Sara Spaggiari, fondatrice e CEO di Silife. “Si tratta di una sensazione che conosco bene, perché anch’io ho seguito strade diverse fino a trovare quella giusta”.
Dal blocco alla risorsa strategica
La soluzione non è scegliere una sola passione eliminando le altre. L’obiettivo è sintetizzare i talenti in un modello professionale coerente. I multipotenziali orientati diventano figure chiave nelle aziende: problem solving trasversale, apprendimento rapido, capacità di innovazione.
La piattaforma Silife connette persone in difficoltà con psicologi, psicoterapeuti e coach certificati. L’approccio punta a identificare il “fil rouge” che unisce passioni diverse per costruire carriere modulari e dinamiche.
Il falso mito da sfatare è l’idea che si debba fare “una sola cosa per tutta la vita”. La multipotenzialità, se ben gestita, rappresenta un vantaggio competitivo nel mercato del lavoro attuale.
Per informazioni sui percorsi personalizzati: www.silife.it