20 anni dopo torna a soffiare il vento dell’Est

0
35

[oblo_image id=”1″] Si diceva già alla fine degli anni ’80 ai tempi del colonnello Lobanovsky. L’allora URSS sembrava la potenza in grado di ribaltare le gerarchie del calcio mondiale. La finale agli europei del 1988 doveva segnare l’inizio di un ciclo vincente. Si rivelò invece una fiammata effimera: la nazionale e le formazioni sovietiche non ottennero altri risultati di rilievo. Ora, però, la vittoria dello Zenit San Pietroburgo rilancia l’idea che sul mondo del pallone torni a soffiare il vento dell’Est. Perchè il successo della squadra di San Pietroburgo è tutto fuorchè casuale. Non si eliminano squadre come Bayer Leverkusen, Bayern Monaco – con un sonoro 4-0 nella gara di ritorno – o Rangers Glasgow senza un solido progetto alle spalle. Ed infatti, i russi possono contare su due fattori fondamentali per farsi spazio nel calcio che conta: un colosso economico alle spalle ed una lucida organizzazione per pianificare il futuro. A rimpolpare le casse societarie ci pensa infatti un leader del settore energetico come Gazprom che non ha badato a spese per assicurarsi le prestazioni del talento Arshavin e per motivare la squadra elargendo 15 milioni come premio per la conquista del trofeo continentale. Ma il successo è stato reso possibile anche da brillanti mosse tattiche. Innanzi tutto, si è rivelata quanto mai lungimirante la scelta di affidare la gestione tecnica ad un allenatore di carisma internazionale come l’olandese Dick Advocaat.

A dire il vero anche altri esempi mostravano come dalla Russia potessero arrivare capitali così ingenti da rivoluzionare rapporti di forze consolidati in decenni. Il più eloquente è il caso di Roman Abramovich che ha portato il Chelsea nell’elite mondiale con molti soldi e poco tempo. Tuttavia, lo Zenit segna un’inversione di tendenza. Ora vi è la volontà di investire anche sul mercato interno: non più club esteri da rilevare, ma squadre russe da rivitalizzare contando su un pubblico numericamente sconfinato e già innamorato del pallone. Senza dimenticare che anche il Cska Mosca sta proseguendo la sua scalata e punta a raggiungere rapidamente la fase finale della Champions League. Non resta che attendere ulteriori conferme. Ma l’impressione è che nel calcio si stia assistendo ad un piccolo terremoto in grado di modificare l’assetto geopolitico: chi disse alla fine degli anni ’80 che la Russia sarebbe diventata un colosso del calcio mondiale non ha sbagliato pronostico. Ha semplicemente anticipato la previsione di venti anni…