Nel primo semestre 2026 gli investimenti in startup e imprese innovative in Italia hanno raggiunto 813 milioni di euro distribuiti in 145 round d’investimento. Senza considerare i mega round, il secondo trimestre del 2026 è stato il secondo migliore di sempre. Nel Q2-26 aumenta il numero di round rispetto al Q1 (76 vs 69), mentre diminuisce leggermente l’ammontare investito (402 milioni di euro vs 411 del Q1). Nel primo semestre 2026 il mercato ha registrato inoltre il lancio di tre nuovi fondi, che hanno raccolto complessivamente 104 milioni di euro. Questo lo scenario delineato dall’Osservatorio trimestrale sul venture capital in Italia realizzato da Growth capital, la banca di investimento tech leader nell’ecosistema venture capital, in collaborazione con Italian tech alliance, l’associazione italiana del venture capital, degli investitori in innovazione e delle startup e Pmi innovative.
L’Osservatorio, giunto al quinto anno, monitora l’andamento trimestrale degli investimenti e i trend nell’ecosistema del venture capital in Italia ed è stato presentato in occasione di un evento organizzato da Italian tech alliance e Growth capital con il supporto di Liftt e Ogr Torino. Nel primo semestre del 2026, l’Europa ha registrato 5.330 round di investimento, per una raccolta complessiva di 44 miliardi di euro, con l’Ai che traina il mercato, rappresentando il 60% dei capitali investiti. Il numero di operazioni si è mantenuto sostanzialmente stabile rispetto agli ultimi due anni. A fare la differenza sono stati i mega round che, pur rappresentando appena il 1,3% delle operazioni concluse, hanno concentrato il 64% del capitale raccolto, portando il primo semestre del 2026 al livello più alto per valore degli investimenti dal 2022. Dopo un primo trimestre particolarmente dinamico, il numero di round nel secondo trimestre ha registrato una lieve flessione, pur rimanendo in linea con i volumi osservati negli ultimi due anni. Sul fronte dei capitali raccolti, invece, la crescita è proseguita anche nel secondo trimestre, facendo del primo semestre del 2026 il periodo più forte dal 2022 in termini di investimenti.
Il Regno Unito si conferma il principale hub europeo del venture capital. Nel primo semestre del 2026 sono stati raccolti 20 miliardi di euro, pari al 46% degli investimenti europei, superando da solo Francia, Germania, Svezia e Svizzera insieme. In Francia, gli investimenti si stanno concentrando in un numero più contenuto di round di grandi dimensioni nei settori Ai, Deeptech e transizione energetica, mentre il segmento Seed continua a mostrare solidità. A rafforzare l’ecosistema contribuirà anche la terza fase dell’iniziativa Tibi, che mobiliterà 13 miliardi di euro di capitali istituzionali (con l’obiettivo di raggiungere i 15 miliardi entro il 2030) a sostegno di scale-up e Ipo. Anche la Spagna prosegue il percorso di ripresa avviato nel 2024. Dopo la flessione del 2023, gli investimenti continuano a crescere e il primo semestre del 2026 conferma il trend positivo, grazie soprattutto ai grandi round nei settori Deeptech ed Education & Hr.
Al netto dei mega round, il valore degli investimenti in Italia nel primo semestre del 2026 è in linea con quello del 2025 e il trend attuale lascia prevedere un possibile superamento del risultato di fine anno. Sul fronte dell’attività, invece, il secondo trimestre, con 76 round chiusi, conferma il rallentamento già osservato nei primi tre mesi dell’anno, dovuto soprattutto alla contrazione delle operazioni nelle fasi Pre-seed e Seed. Nonostante la riduzione del numero di operazioni rispetto ai semestri precedenti, le fasi Pre-seed e Seed continuano a rappresentare il cuore dell’ecosistema, con il 59% dei round conclusi (37 milioni e 135 milioni di euro raccolti rispettivamente). In termini di capitale investito, tuttavia, sono le operazioni più mature a trainare il mercato. I round Serie A (276 milioni di euro) e Serie B+ (274 milioni di euro) concentrano complessivamente il 68% degli investimenti, pur rappresentando solo il 21% delle transazioni.
Il settore del software, che comprende il comparto dell’intelligenza artificiale (Ai) e del machine learning, si conferma il settore più dinamico nel primo semestre del 2026, concentrando il 25% di tutti i round di finanziamento. Insieme a Life sciences e Smart city, rappresenta oltre la metà delle operazioni concluse nel periodo. In termini di capitale raccolto, gli investimenti si concentrano soprattutto nei comparti Software (214 milioni di euro), Smart city (165 milioni) e Fintech (156 milioni), che insieme assorbono quasi due terzi delle risorse complessivamente investite. Anche Deeptech (97 milioni) e Life sciences (57 milioni) continuano ad attrarre volumi significativi di capitale. In continuità con il primo trimestre del 2026, Ai e machine learning si confermano il principale ambito per numero di round (15) e rientrano anche tra i primi tre settori per capitale raccolto. Il Fintech guida invece la classifica per ammontare investito, grazie soprattutto al maxi-round di Rent2cash.
Tra i top 5 deal del Q2-26, in testa troviamo Weroad (50M Serie C), seguito da Smartness (47M Serie B), Lexroom (43M Serie B), Niulinx (38M Seed), Mdotm (24M Growth Vc).
“Al netto dei numeri, che confermano un sostanziale consolidamento del mercato, il secondo trimestre del 2026 è fortemente caratterizzato da due dinamiche. Da un lato, emerge con sempre maggiore evidenza una nuova generazione di storie di successo – a partire dalla quotazione di Bending spoons al Nasdaq e da quella annunciata da Newcleo – che rappresentano uno dei principali fattori di crescita e maturazione dell’ecosistema. Dall’altro, continua a pesare la ‘timidezza’ della politica su alcuni dossier strategici. In Italia restano ancora in sospeso il ripristino dell’incentivo fiscale del 30% per gli investimenti in startup e Pmi innovative, i chiarimenti attesi alla Legge annuale sulla concorrenza, fondamentale per favorire il coinvolgimento degli investitori istituzionali, e passi avanti concreti verso la predisposizione del Testo unico sulle startup. A livello europeo, il progetto del ventottesimo regime (Eu inc.) non sta registrando i passi avanti auspicati. Questa fase di stallo rischia di indebolire la fiducia degli operatori e degli investitori nella reale capacità delle istituzioni di sostenere la competitività dell’ecosistema dell’innovazione”, afferma Francesco Cerruti, direttore generale di Italian tech alliance.
“Nel primo semestre 2026 sono stati investiti 813 milioni di euro in 145 round: meno operazioni nel Pre-seed e Seed, ma dimensioni medie in significativa crescita e un ecosistema che sta maturando. Il vero motore è l’Ai, ormai al 60% dell’ammontare investito in Europa e trasversale a tutti gli stage. Una crescita del venture capital in Europa, con il semestre più importante dal 2022 e un rafforzamento del late stage in Italia ci fanno guardare con ottimismo al secondo semestre”, commenta Fabio Mondini de Focatiis, founding partner di Growth capital.