Il saggio “L’Italia sparita. Flashback tra vinili, tv e misteri degli anni ’70 e ’80” (SensoInverso Edizioni), scritto da Roberto Fiordi, ha conquistato la menzione speciale per la saggistica alla 51ª edizione del Premio letterario Casentino. Si tratta di un’opera di forte impatto nostalgico, capace di unire il rigore dell’analisi sociologica e storica a un racconto avvincente. Un volume pensato non solo per chi ha vissuto quel ventennio in gioventù, ma anche per le nuove generazioni che vogliono comprendere a fondo le radici dell’Italia contemporanea.
Lo stile dell’autore è scorrevole, accessibile e capace di evocare suoni e immagini a ogni pagina. Fiordi evita la sterile saggistica accademica, preferendo un approccio dinamico basato su continui flashback che stimolano i ricordi dei testimoni dell’epoca, offrendo al contempo un quadro chiaro ai lettori più giovani.
Il libro si struttura come un vero e proprio viaggio, affascinante e ritmato, in un’epoca di grandi contraddizioni. Il racconto esplora le tensioni sociali, i lati più oscuri della democrazia, la corsa alla rivoluzione e la modernizzazione, per poi sfociare nella nascita delle TV private, nell’esplosione delle radio libere, nella cultura pop dei vinili e nell’entusiasmo collettivo dei Mondiali del 1982.
Il testo analizza accuratamente i movimenti hippy degli anni ’70, il dramma della tossicodipendenza, il femminismo e “l’onda gay”, prima di passare in rassegna le colorate subculture giovanili degli anni ’80, tra paninari, metallari, dark e punk. In definitiva, si tratta di un’opera ideale per comprendere come siamo cambiati e da dove veniamo.