Un mese per scoprire il ’68 del jazz

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[oblo_image id=”2″]Miles Davis e la rivoluzione dell’elettronica. Per tutto gennaio la Casa del Jazz, a Roma, ricorda e riassapora il ’68 del jazz, una stagione di grandi cambiamenti per il genere. Un mese con in testa “I Sing the Body Electric”, l’ode di Wal Whitman rilanciata in musica da Joe Zawinul e dai Weather Report e diventata uno dei simboli di quel periodo.

Proprio con un tributo al poliedrico musicista viennese, che si fece incantare dall’incontro con Davis, è dedicato l’appuntamento di domenica 13 gennaio, alle 12; orario insolito durante il quale si potranno apprezzare i virtuosismi al basso di Pippo Matino, insieme a Peter De Girolamo alle tastiere, Claudio Romano alla batteria e Emanuele Cisi, sax tenore e soprano, a completare il quartetto.

Un modo diverso per iniziare la domenica e farsi catturare da un programma che propone, accanto alle performance live, anche incontri con gli artisti e lezioni di visione e ascolto, sotto la sapiente guida di Gianfranco Salvatore, musicologo e docente di Civiltà Musicale Afroamericana e di Storia delle Musiche Alternative presso la Facoltà di Beni Culturali di Lecce.

[oblo_image id=”1″]E le occasioni per gustarsi davvero un bel po’ di bella musica non mancheranno: il 17 sarà la volta della “NYC Scene”, martedì 22 David Torn “Prezens”, venerdì 25 James Senese & Napoli Centrale; più di trenta appuntamenti per accontentare proprio tutti i cultori del genere.

Per chi, invece, volesse conoscere dal vivo alcuni tra gli esponenti di maggiore spicco della musica fusion-progressive degli anni ’70 è da non perdere l’appuntamento di sabato 19 con i Perigeo, gruppo guidato da Giovanni Tommaso che in Italia sperimentò l’incontro tra sonorità diverse come il rock, il jazz e il funk.